<img height="1" width="1" src="https://www.facebook.com/tr?id=325701011202038&amp;ev=PageView&amp;noscript=1">

All’inizio furono gli e-commerce a cambiare totalmente il nostro modo di acquistare, spostando l’azione d’acquisto dallo store fisico a quello digitale. Poi è arrivato il mobile commerce e dal web ci siamo spostati sulle app. Per renderci la vita, e lo shopping, ancora più semplice è sceso in campo anche il social commerce - la possibilità di acquistare un prodotto, più o meno direttamente, all’interno dei social media. E così arriviamo a quella che sembra l’ultima frontiera nel campo degli acquisti digitali: il conversational commerce.

 

Iniziamo subito col dire su cosa si basa il conversational commerce: sui chatbot, ossia programmi che permettono di dialogare con un robot che simula una conversazione reale. I chatbot stanno spopolando sulle app di messaggistica, Messenger in primis, e possono rappresentare una via interessante per le aziende che cercano nuovi modi di entrare, e anche di rimanere, in contatto con i clienti potenziali o già acquisiti. Con riferimento all’utilizzo che ne possono fare le aziende, i chatbot possono essere principalmente di tre tipi :

 

1 - Customer Service Bot: servizio clienti attivo 24 ore su 24 pronto a rispondere alle richieste e reclami degli utenti con informazioni utili in qualsiasi momento della giornata;

 

2 - Content Bot: forniscono agli utenti notizie personalizzate offrendo loro informazioni tempestive e avvisi su argomenti di loro scelta;

 

3 - Commerce Bot: consentono ai clienti di cercare, selezionare e acquistare i prodotti senza lasciare mai, o quasi, la finestra di Messenger.

 

È proprio a quest’ultima categoria che afferisce il conversational commerce: se non avete voglia di uscire di casa e scambiare quattro chiacchiere con un commesso per sapere se le scarpe che avete adocchiato in vetrina sono disponibili anche in nero e misura 38, allora potete rivolgere queste domande a un chatbot che vi risponde all’istante e che vi guida all’acquisto.

Il colosso dell’e-commerce eBay, ad esempio, ha lanciato da poco il proprio commerce bot su Messenger: utilizzando ShopBot i clienti possono fare shopping senza mai lasciare l’app di messaggistica, o quasi. Tutte le fasi della ricerca avvengono tramite il bot, soltanto l'acquisto va perfezionato, in pochi passaggi, all'esterno dell'app.

Durante le scorse festività natalizie Nordstrom, la catena di grandi magazzini americana, ha invece messo a disposizione dei propri clienti un chatbot per aiutarli a scegliere il regalo più giusto. Rispondendo ad alcune semplici domande, il commerce bot restituiva gli articoli che meglio si addicevano alle caratteristiche del destinatario del regalo.

Il conversational commerce può rappresentare una nuova e interessante via sia per i brand, sempre più alla ricerca di un rapporto diretto e personalizzato con ogni singolo cliente, che per i clienti i quali vogliono ottenere con facilità e velocità le risposte, e i prodotti, che cercano.

Chiara Bua
Autore

Chiara Bua

Esponente di spicco del binge-watching da molto tempo prima dell'arrivo di Netflix, non si tira mai indietro quando c'è da scoprire un nuovo ristorante giapponese o una succulenta hamburgheria. È nota al grande pubblico per essere tra le poche persone al mondo ad andare ogni giorno oltre la prima pagina di risultati di Google senza subire danni permanenti al cervello.

201902_CTA_SIDEBAR_TREND_2019_TOFU
Digital_mindset_CTA