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Perchè le persone sono diverse l'una dall'altra? Cosa fa sì che una persona davvero capace si arrenda di fronte alle sfide e al fallimento, mentre altre si sentano, al contrario, motivate?

Volendo aiutare i manager nei processi di trasformazione aziendale e nelle sfide derivanti dalla Digital Transformation (per un approfondimento si rimanda all'articolo Digital Transformation e cultura digitale: pronti a cavalcare l'onda?) non si può non considerare quello che, già da tempo, in un articolo del McKinsey Quaterly, veniva chiamato digital mindset, ossia l’attitudine allo sviluppo di un mindset disponibile ad adattarsi ai frenetici ritmi imposti dalla trasformazione digitale.

La digital transformation non è, infatti, solo una questione di tecnologia ma comporta anche un rafforzamento di quei fattori umani o soft skills che rendono il capitale umano in grado di affrontare le sfide derivanti da questa trasformazione.

Il concetto di mindset - inteso come atteggiamento o inclinazione mentale o insieme di pensieri, credenze o assunzioni possedute da una o più persone - è entrato a far parte del contesto aziendale, soprattutto in riferimento alla gestione dei talenti e delle risorse umane in impresa. A tal proposito, Carol Dweck, docente e psicologa sociale alla Stanford University, ha sviluppato un modello specifico che si è rivelato molto utile. 

 

Dopo anni di ricerche sulla personalità umana e studi sul tema, la Dweck, nel libro “Mindset: The New Psychology of Success”, evidenzia la differenza che intercorre tra "fixed mindset" e "growth mindset". Fixed come fisso, stabile, immutabile. Growth come crescita, cambiamento, miglioramento, elasticità plastica. Nello specifico:

  1. Fixed mindset - le persone con questo tipo di mindset credono che le loro qualità siano innate e che, di conseguenza, caratteristiche come l'intelligenza, la personalità, la creatività siano tratti fissi che non possono essere sviluppati nel tempo. Per loro il talento è una caratteristica straordinaria che o si ha o non si ha. Si tratta di persone legate a ciò che è noto perché familiare e sicure nel muoversi in contesti di riferimento ben noti. Persone che vivono ogni competizione come un'occasione in cui devono necessariamente dimostrare quanto valgono e che vedono le critiche come un attacco alla loro persona. Che cosa succede, allora, quando qualcosa non va come dovrebbe andare per chi ha un “fixed mindset”? Se il talento è innato e ogni performance è una prova in cui dover dimostrare di avere talento, il fallimento è lo scenario peggiore che gli individui con il fixed mindset possono immaginare. La tendenza, quindi, è quella di evitare le sfide.
  2. Growth mindset - le persone con questo tipo di mindset hanno una forma mentis orientata al miglioramento, alla crescita e allo sviluppo personale e credono che tutte le qualità di base possano essere migliorate grazie all’esperienza e all’applicazione. Not a genius, but a learner. Il desiderio di imparare è infatti la caratteristica più evidente del growth mindset. Il fallimento viene visto come un episodio da gestire, da cui imparare e da superare e le sfide come occasioni di apprendimento, visto che nessuno nasce già con un set di qualità predefinite. Le persone con un growth mindset saranno, quindi, sempre curiose circa l’ambiente in cui agiscono e cercheranno costantemente delle possibilità per migliorare la propria situazione. 

 

Dweck ci mostra chiaramente come le convinzioni che abbiamo sulle nostre capacità esercitino un'enorme influenza sul modo in cui impariamo cose nuove e sulle scelte fondamentali che prendiamo nel corso della vita. Il valore di questo libro si estende ben oltre l'ambito delle teorie educative. Esso può infatti rappresentare un punto di riferimento per tutti quei leader interessati a coltivare i talenti all'interno della loro organizzazione e per quei genitori che vogliono trasmettere ai figli l'entusiasmo per le nuove sfide - Bill Gates

 

Caldamente raccomandato da Bill Gates, il libro Mindset mette in luce come cervello e talento da soli non portano automaticamente a risultati brillanti, ma occorre lavorare sulle proprie convinzioni e sul proprio atteggiamento verso il lavoro, l'apprendimento, la vita.

Le convinzioni o schemi mentali circa le nostre capacità e il nostro talento, infatti, possono condizionare pesantemente il nostro modo di agire, quello che vogliamo e il modo in cui cerchiamo di ottenerlo, andando a definire il nostro mindset. Che potere esercitano queste convinzioni su di noi e sulla realtà che ci circonda?

Aldilà del fatto che le qualità umane siano innate o acquisite, la convinzione implicita o esplicita che ogni individuo ha, in merito al fatto che esse siano innate o al contrario acquisite, è sufficiente a condizionare in modo decisivo il suo comportamento, le sue performance, la sua vita. - Carol Dweck

Si può cambiare il proprio mindset? Se ne può acquisire uno nuovo? E come si può sviluppare un digital mindset?

Come sostenuto da Vivienne Benke, aggiungendo il concetto di "digitalizzazione" al modello dei due mindset proposto dalla professoressa Dweck, il growth mindset si trasformerebbe nella mentalità digitale e il fixed mindset si trasformerebbe nella mentalità non digitale.

Così le persone con la mentalità digitale saranno curiose e ben predisposte verso la tecnologia digitale. Si sentiranno a proprio agio e cercheranno di usarla per migliorare se stessi, la propria vita e il proprio lavoro. Abbracceranno le sfide derivanti dalla tecnologia digitale, poiché verranno viste come possibilità di migliorarsi. 

Sviluppare e/o migliorare il proprio digital mindset, quindi, permette di agire in modo consapevole all’interno di una società digitalizzata e un perimetro sempre più mutevole, ma estremamente stimolante per chi è disposto a mettersi in gioco. Dopotutto, cambiando per primi, potreste generare impatti positivi e cambiare la disposizione mentale di chi vi sta intorno.

Il mondo così come lo abbiamo creato è un processo del nostro pensiero. Esso non può essere cambiato senza cambiare il nostro modo di pensare. - Albert Einstein

Per saperne di più sulle abilità (digitali) sulle quali la digital transformation sta manifestando maggiormente i suoi impatti, date un'occhiata alla nostra ricerca: potete richiederla via mail e averla sempre a vostra disposizione!

 

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Paola Amendola
Autore

Paola Amendola

Fan del service design thinking e delle neuroscienze, interessata a comprendere il rapporto che si instaura tra le strategie di comunicazione e i processi cognitivi e decisionali che spingono le persone a compiere azioni. Mi faccio guidare dalla curiosità e come Marquez credo che l’ispirazione non dia preavvisi. Adoro Paul Arden.

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