<img height="1" width="1" src="https://www.facebook.com/tr?id=325701011202038&amp;ev=PageView&amp;noscript=1">

5' di lettura

Il 2020 è ormai alle porte: se da un lato è tempo di bilanci su ciò che è stato il 2019 per il mondo digitale (leggi l’articolo Infografica di Natale, rivivi insieme a noi le notizie digitali del 2019), dall’altro lato è giunto il momento di volgere lo sguardo al futuro per cercare di delineare come sarà il 2020 digitale. Quali saranno i digital trend che più di altri caratterizzeranno il 2020 sia per le imprese che per i consumatori?

Ecco l’ABC(DE) dei digital trend 2020 stilato dal team Education di Digital Dictionary:

  1. Autonomous object
  2. Body barcodes 
  3. Conversational interface
  4. Digital Privacy
  5. Everything-as-a-service

 

Non perderti le nostre news digitali, clicca qui per iscriverti alla nostra newsletter settimanale. Ogni Venerdì riceverai le notizie più importanti della settimana in formato pillole! Oppure clicca sul bottone qui sotto per rivivere un anno di notizie digitali insieme a noi! 

notizie_digitali_2019

 

A) Autonomous things: benvenuti nell’era degli oggetti autonomi

Robot, droni, auto a guida autonoma sono gli esponenti di spicco di un mondo tecnologico che sta pian piano uscendo dai laboratori e si sta facendo strada nella vita reale. 

Grazie alle continue e costanti innovazioni in questo campo - che riguardano non solo la parte hardware di questi “oggetti”, ma anche e soprattutto quella software, e in questo caso l’intelligenza artificiale, e il machine learning in particolare, rivestono un ruolo di primo piano - gli autonomous object si stanno diffondendo a livello trasversale in settori e ambiti anche molto diversi tra loro. 

Dall’agricoltura alla medicina, passando per la logistica, la mobilità e la sicurezza, sono svariati i contesti in cui gli oggetti autonomi possono giocare un ruolo di rilievo e nel 2020 questa posizione non farà altro che continuare a consolidarsi. 

Basti pensare ad Amazon e al suo progetto sulle consegne via drone: una promessa che proprio nel 2020 potrebbe diventare realtà, una volta ottenuti i permessi necessari, e che rappresenterebbe una svolta epocale per il mondo delle consegne a corto raggio.

 

DD_Digital_Transformation_trend_digitali_2020.002

 

Ma anche il mondo della guida autonoma prosegue senza sosta la sua cavalcata verso il perfezionamento di una tecnologia che ha le potenzialità di modificare radicalmente non soltanto l’industria automobilistica e la mobilità, ma anche quello della consegna delle merci, visti i numerosi e interessanti esempi visti in questo ambito già nel 2019. 

Non solo il mondo automotive, ma anche quello del retail (dalla GDO alla vendita al dettaglio di cibi e bevande) sta già cambiando volto diventando sempre più “autonomo”.

Del resto negli Stati Uniti, le self-driving car sono sempre più una vera e propria realtà: Waymo, solo per citare il caso studio più famoso, continua a far macinare chilometri e chilometri alle sue auto a guida autonoma e contemporaneamente ne fa testare concretamente le potenzialità a migliaia di persone in contesti di vita quotidiana grazie primo servizio di mobilità autonoma aperto al pubblico: Waymo One.

 

 

 

 

B) Body barcodes: il mondo dei pagamenti passa dalla biometrica

Che uno dei trend della società in cui viviamo sia il progressivo abbandono del denaro contante è un dato di fatto da quando alla fine degli anni ‘50 del secolo scorso hanno trovato spazio nei portafogli i primi rettangolini plastificati per i pagamenti, meglio noti come carte di credito.

Oggigiorno i pagamenti digitali rappresentano la nuova ondata rivoluzionaria per il mondo dei pagamenti e i consumatori in giro per il mondo stanno abbracciando con sempre maggior convinzione le nuove modalità di pagamento alimentate dalla trasformazione digitale. Nel 2017 in Italia il valore del transato attraverso modalità di pagamento digitali è stato pari a 46 miliardi di euro e ci si aspetta che questo valore raggiunga i 100 miliardi di euro nel 2020. Nel 2018, invece, le transazioni tramite mobile payments in Cina hanno raggiunto il valore di 41 trilioni di dollari.

Dopo aver sdoganato in brevissimo tempo l’uso dello smartphone per effettuare un pagamento, i player tecnologici stanno già concentrando i loro sforzi sulla prossima generazione di pagamenti digitali: quelli per i quali basterà il riconoscimento di tipo biometrico.

Apple, Google e Samsung ci hanno già abituati all’uso dell’impronta digitale o del riconoscimento facciale per autorizzare i nostri mobile payment, ciò a cui stanno iniziando ad abituarsi i consumatori cinesi rappresenta un upgrade che già nel 2020 potrebbe farsi largo fuori dalla Cina: POS con integrato un sistema di riconoscimento biometrico (principalmente facciale) che permettono di effettuare un pagamento in assenza di qualsiasi tipo di strumento ausiliare come denaro, carte di credito o smartphone. 

In Cina, Alibaba (tramite Alipay) e Tencent (tramite WeChat Pay) hanno già aperto la via all’utilizzo di massa di questa tecnologia: quanto tempo passerà prima che anche nei nostri supermercati si potrà pagare con un semplice sorriso?

 

 

C) Conversational interface: il potere delle conversazioni

Si dice che i nati dopo il 2010 siano la prima generazione mobile-first della storia, visto che si tratta di bambini nati con lo smartphone in mano. I nati nel 2020 saranno probabilmente la prima generazione voice-first: perché digitare qualcosa su una tastiera quando si può utilizzare la voce per ottenere lo stesso risultato?

Le interfacce conversazionali rappresentano senza dubbio un nuovo paradigma di interazione uomo-computer e hanno tutte le potenzialità per influenzare il modo in cui le aziende interagiscono con i clienti, offrono servizi e forniscono strumenti ai propri dipendenti.

Gli assistenti virtuali di Amazon e Google rappresentano un buon esempio in questo senso, ma la vera sfida nel 2020 sarà iniziare davvero a rendere questi assistenti in grado di dialogare con gli utenti e non semplicemente di rispondere a dei comandi che, spesso, sono espressi in un linguaggio poco naturale per l’essere umano.

 

Gli assistenti vocali si stanno quindi affermando e diffondendo come nuovi punti di contatto nel rapporto tra marchi e consumatori, non solo per effettuare un acquisto. Secondo una recente ricerca condotta da Voicebot.ai, l'88,5% dei marketeers intervistati ritiene che gli assistenti vocali saranno un canale di marketing significativo nei prossimi 3-5 anni: il 25,2%, in particolare, ritiene che gli assistenti vocali rappresenteranno un canale estremamente importante. 

DD_Digital_Transformation_trend_digitali_2020.003

 

D) Digital Privacy: è il momento di parlarne, seriamente

Gli ultimi anni sono stati segnati da un crescente interesse, e da una crescente preoccupazione, circa la gestione della privacy all’interno del mondo digitale. L’entrata in vigore di normative come la GDPR in Europa e il Consumer Privacy Act in California, hanno testimoniato la necessità di mettere ordine in un mondo che, ancora oggi, appare caotico e poco trasparente all’utente finale.

Tenendo conto della continua ed esponenziale moltiplicazione dei touchpoint digitali a cui gli utenti sono esposti e alla miriade di servizi accessibili digitalmente, le informazioni personali che ogni giorno ogni utente dissemina, consapevolmente o meno, sul web sono innumerevoli. Cosa viene fatto per proteggerle? Questo tema nel 2020 potrebbe diventare uno dei topic veramente scottanti per i giganti del web.

Del resto già nel 2019 la conversazione sul tema è stata in qualche modo avviata. Facebook, per esempio, durante la propria conferenza annuale ha chiarito e rinnovato il proprio impegno in materia di privacy. Sarà sufficiente?

 

 

E) Everything-as-a-service: il confine tra bene e servizio non sarà più lo stesso

Lo sperimentiamo ogni giorno tramite servizi come Spotify e Netflix: siamo passati dall’acquisto di un bene (un brano musicale o un film) alla fruizione di un servizio. Nell’era dell’economia dell’esperienza, in cui il digitale gioca un ruolo di primo piano, il focus non è più sulla vendita del prodotto, ma sul legame che si instaura tra brand e cliente tramite un prodotto che abilita un ecosistema di servizi. 

Benvenuti nell’epoca dell’Everything-as-a-service, un paradigma che ben si applica non solo al mondo dei software per aziende, a partire dal cloud computing, ma anche a quello dei beni di consumo al dettaglio: una lavatrice non è più soltanto una lavatrice, se al momento dell’acquisto siamo disposti a pagare un costo aggiuntivo per ricevere avvisi su come funziona o se bisogna chiamare un tecnico dell'assistenza.

 

 

Nel momento in cui l’Internet of Things, i Big Data, il Cloud, il 5G, che non sono soltanto delle buzzword, si diffondono con maggiore capillarità, l’ecosistema di servizi che possono abilitare da vita a un nuovo modello di business, l’everything-as-a-service, di cui finora non abbiamo scalfito neanche la superficie. 

 

Ecco alcuni dei principali trend digitali a cui dobbiamo prepararci per il 2020. Se invece vuoi rivivere un anno di notizie digitali insieme a noi, clicca sul bottone qui sotto e ricevi gratuitamente la nostra infografica di Natale!

notizie_digitali_2019

 

Chiara Bua
Autore

Chiara Bua

Esponente di spicco del binge-watching da molto tempo prima dell'arrivo di Netflix, non si tira mai indietro quando c'è da scoprire un nuovo ristorante giapponese o una succulenta hamburgheria. È nota al grande pubblico per essere tra le poche persone al mondo ad andare ogni giorno oltre la prima pagina di risultati di Google senza subire danni permanenti al cervello.

Visual_storytelling_fundamentals_checklist
digital-strategy-posizionamento-comunicativo-canali-digitali