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Paul Arden - leggenda del mondo pubblicitario britannico e direttore esecutivo creativo alla Saatchi & Saatchi - diceva:

Se volete essere interessanti, siate interessanti.

È difficile riuscire ad esserlo quando si è consapevoli del fatto che la maggior parte delle persone ricorda solo il 10% delle informazioni apprese. Un 10% costantemente minacciato dall'information overload e dalla notevole quantità di dati generati e scambiati nel tempo. Un problema di attenzione o un problema di apprendimento? Come fanno le persone a imparare, a comprenderne i meccanismi, a ricordare e a memorizzare tutto ciò che gli viene proposto?

Neuroscienziati, psicologi, sociologi e comunicatori hanno, da sempre, cercato di indagare ciò che rende gli essere umani capaci di apprendere. Le prime teorie del comportamento (da Pavlov a Skinner e Thorndike) definivano l'apprendimento come il processo mediante il quale si origina o si modifica un’attività reagendo a una situazione incontrata o stimolo.  In seguito, i cognitivisti, considerando tale affermazione non sufficiente a spiegare le capacità dell'essere umano, hanno definito l'apprendimento come un processo cognitivo che si svolge all'interno di un contesto socialepuò avvenire attraverso l’osservazione o l’istruzione diretta. Da qui il termine social learning.  

Perchè parlare, quindi, di Social Learning? E perchè è importante applicarlo in contesti formativi

1. Il social learning ci appartiene da sempre!

La teoria del social learning sta per compiere i suoi sessant'anni di vita. Nel 1960, epoca in cui il comportamentismo regnava sovrano e l’apprendimento era concepito come uno scambio di informazioni tra un esperto e il suo allievo, il noto psicologo Albert Bandurapsicologo di origini canadesi e professore presso l’Università di Stanford -  definì un'importante teoria, conosciuta come Teoria dell'apprendimento sociale o Teoria dell'apprendimento per imitazione. Secondo il caro Albert, l'apprendimento non implica esclusivamente il contatto diretto con determinati oggetti o interlocutori, ma può avvenire anche grazie a esperienze indirette, sviluppate con l'osservazione di altre persone o modelli. L'uomo, per sua natura, tende a imitare i modelli sociali: attraverso l’osservazione e l’imitazione degli altri egli acquisisce i comportamenti. Le sue brillanti elaborazioni teoriche hanno consentito la messa a punto di metodi pratici, utili a migliorare le forme di apprendimento esistenti. 

2. Apprendimento sociale VS apprendimento individuale

È importante distinguere l'apprendimento individuale da quello socialeIl primo si riferisce alla capacità di acquisire nuove informazioni a seguito di un’esperienza personale diretta con l’ambiente, procedendo per tentativi ed errori. Questo tipo di approccio è generalmente più lungo e dispendioso in termini di tempo, risorse ed energie cognitive. Inoltre, imparando dalle proprie azioni il soggetto è più esposto agli errori e può correggersi solo a risultato raggiunto. Nell'apprendimento sociale, invece, grazie all’interazione con i propri simili e all'osservazione diretta dei comportamenti, l'uomo impara più velocemente impiegando minori sforzi ed energie.

3. Apprendimento sociale e connessione

I Social Network Sites hanno assunto importanza nella nostra vita quotidiana da quando un tale di nome Mark Zuckerberg ha avuto l'intuizione di mantenere connesse le persone. Bring people closer together - ha affermato il giorno in cui Facebook è nato (per un approfondimento si rimanda all'articolo Facebook: tra storia e futuro). E sebbene i social network come Facebook siano nati principalmente per permettere alle persone di connettersi e socializzare, non dobbiamo stupirci se, oggi, questi ambienti passano dall'essere uno strumento ricreativo all'essere uno strumento impiegato per scopi professionali. Alla base c’è l’idea secondo cui la partecipazione a reti sociali, l’interazione all’interno dei gruppi, lo scambio online di risorse e informazioni, possano favorire forme di apprendimento informale, generate dal fatto stesso di vivere o essere in rete. Non stupisce allora l'affermazione di Siemens: apprendere significa rimanere connessi (e cosa fanno i Social Network?).

 

Le applicazioni del social learning all'interno delle organizzazioni possono essere differenti in relazione agli obiettivi prefissati dall'impresa stessa e ai risultati desiderati. Se, da un lato, i Social Network possono essere visti come i luoghi adatti per la formazione e gli strumenti utili a migliorare i processi di apprendimento individuale, dall’altro, risulta quanto mai necessario rivedere le logiche classiche dell’apprendimento stesso e della formazione e mettere da parte approcci e paradigmi tradizionali. Come? Scopri come innovare la formazione in azienda e quali sono i metodi e gli strumenti migliori per farlo!

 

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Paola Amendola
Autore

Paola Amendola

Fan del service design thinking e delle neuroscienze, interessata a comprendere il rapporto che si instaura tra le strategie di comunicazione e i processi cognitivi e decisionali che spingono le persone a compiere azioni. Mi faccio guidare dalla curiosità e come Marquez credo che l’ispirazione non dia preavvisi. Adoro Paul Arden.

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