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Leggenda metropolitana o solida realtà? Lo smart working è un argomento ormai ampiamente dibattuto, ma spesso quando se ne parla sembra di avere a che fare con qualcosa di poco concreto, più un mito che una vera e propria opzione per i lavoratori. Eppure sembra che questo fenomeno stia prendendo piede anche in Italia: 480.000, secondo il Politecnico di Milano, sarebbero gli smart worker italiani (dato relativo al 2018).

 

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I dati dello smart working in Italia

Lo smart working (o lavoro agile), infatti, mira a incrementare l’efficacia nel raggiungimento dei risultati di lavoro combinando tra loro flessibilità, autonomia e collaborazione. Questo nuovo approccio pone al centro la persona, conciliando così gli obiettivi personali con quelli dell’organizzazione.

L’obiettivo è quello di aumentare la produttività aziendale, pertanto, grazie al lavoro agile, si cerca di responsabilizzare il singolo lavoratore. In che modo? Rendendolo più autonomo nella gestione del proprio lavoro, consapevole dei risultati da raggiungere e libero nel definire tempi e luoghi di svolgimento delle attività. Alla base dello smart working ci sono tre elementi chiave:  


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Oggi in Italia lo smart working coinvolge le grandi, le piccole-medie imprese e la Pubblica Amministrazione. E i dati rilasciati dall’Osservatorio “Smart Working” del Politecnico di Milano confermano che si tratta di un trend in crescita: il numero di smart worker in Italia è passato da 240 mila nel 2016 a 305 mila nel 2017, fino ai 480 mila stimati per il 2018.

Sempre secondo i dati diffusi dal PoliMi, oltre una grande impresa su due (il 56% del campione) ha avviato progetti strutturati di smart working, erano il 36% nel 2017. Tra le PMI, l’8% ha avviato progetti strutturati sullo smart working, mentre il 19% è incerto sull’introduzione di questa modalità lavorativa. All’interno della Pubblica Amministrazione, invece, spicca il dato relativo alla volontà di implementare in futuro iniziative legate allo smart working: il 36%.


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Come prepararsi allo smart working in azienda?

Oltre che da un punto di vista tecnico, lo smart working richiede una forte preparazione culturale: più che di un semplice cambiamento delle modalità organizzative si tratta di una vera e propria rivoluzione culturale che riguarda l’approccio stesso all’attività lavorativa.

Con lo smart working spazio e tempo non sono più presi come riferimento assoluto della produttività dell’individuo: ciò che conta è il raggiungimento di un obiettivo chiaramente indicato e ben definito. Poco importa se per raggiungerlo si è lavorato dall’ufficio o dalla casa al lago, se si è lavorato dalle 9.00 alle 18.00 o dalle 17.00 alle 23.00.


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Digital Dictionary ha la soluzione!

Ecco perché è importante diffondere a tal proposito la giusta cultura in azienda e Digital Dictionary ha la soluzione giusta per approfondire la conoscenza di questo fenomeno: un percorso di in-formazione continua che prevede momenti di confronto e dibattito in aula e - tra un incontro e un altro - la condivisione di contenuti di approfondimento tramite la nostra piattaforma di gamification.


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Se i contenuti erogati tramite la piattaforma di gamification serviranno da approfondimento e da rinforzo in riferimento all’ampio tema dello smart working, gli incontri in aula saranno focalizzati sul confronto e sul dibattito su tematiche importanti della Digital Transformation che hanno una ricaduta fondamentale sullo smart working.

Dal digital mindset (per saperne di più vi invitiamo a leggere l’articolo Di Mindset e cambiamento: come sfruttare al massimo le opportunità della digital transformation) alla virtual communicaton (per un approfondimento si rimanda all’articolo (Virtual Communication: come svilupparla con Digital Dictionary), passando per il digital team working (abbiamo già affrontato questo tema all’interno dell’articolo (Digital Team Working: come Digital Dictionary ti aiuta a portarlo in azienda): tre digital soft skill essenziali per uno smart worker.

Quindi, come sviluppare la conoscenza degli elementi essenziali che possono permettere la diffusione di un’appropriata cultura per favorire dinamiche di smart working in azienda? Ci pensa Digital Dictionary con il percorso di formazione sullo Smart Working! Vuoi saperne di più? Contattaci!

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Chiara Bua
Autore

Chiara Bua

Esponente di spicco del binge-watching da molto tempo prima dell'arrivo di Netflix, non si tira mai indietro quando c'è da scoprire un nuovo ristorante giapponese o una succulenta hamburgheria. È nota al grande pubblico per essere tra le poche persone al mondo ad andare ogni giorno oltre la prima pagina di risultati di Google senza subire danni permanenti al cervello.

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