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La Digital Literacy a servizio dell'Open Innovation in impresa

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Digital Literacy, a gate skill to surf the era of information overload. 

Il caso studio su HOPE (Hyper Open Platform Edition), il progetto legato all'Open Innovation progettato e realizzato insieme alla Zambon Digital School.

La Zambon Digital School ha progettato il percorso HOPE (Hyper Open Platform Edition) con lo scopo di portare progetti di Open Innovation all’interno dell’organizzazione. Per Zambon l’innovazione deve fondarsi su basi solide e sostenibili, per questa ragione si è scelto di strutturare un percorso formativo finalizzato a supportare i 20 professionisti coinvolti attraverso strumenti e metodologie per gestire l’information overload a cui siamo quotidianamente sottoposti.

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Sommario

La Zambon Digital School ha chiesto l’intervento di Digital Dictionary per dare l’avvio alla prima parte del progetto HOPE, un programma per pensare al business come un asset per creare valore per l’intero ecosistema attraverso l’innovazione.

L’obiettivo del progetto è stato quello di fornire le basi metodologiche per raccogliere, analizzare e leggere criticamente le informazioni attraverso cui scoprire idee, trend, ispirazioni innovative.

Il progetto, suddiviso in varie fasi, ha visto l’intervento di Digital Dictionary nel gettare le basi per mappare, allenare e sviluppare la competenza della Digital Literacy, fondamentale per accedere agli step progettuali successivi.

 

I pillar del progetto

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1. Why: Ricerca di Metodo per lavorare in contesti di Open Innovation

Per sviluppare un progetto di Open Innovation è necessario possedere solide competenze nell’ambito della ricerca e dell’analisi critica delle informazioni. Zambon sta sviluppando un’attività mirata a aprire sempre di più i propri confini alla contaminazione e all’ispirazione che proviene da partnership, influenze, fonti esterne all’organizzazione. Per questo è fondamentale creare le basi per allineare le persone rispetto agli strumenti necessari per valutare informazioni e trend in maniera accurata.

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2. How: Un progetto orientato a migliorare l’approccio alla ricerca

Partendo da questo presupposto è stato progettato un percorso che si sviluppa su tre deep dive:

Digital Literacy competenza di base per leggere le informazioni in modo critico;
Innovation & Sustainability pillar necessario perché l’azienda sviluppi innovazioni di valore e sostenibili;

Impatto, analizzare in che modo l’innovazione influenza realmente l’ecosistema.

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3. What: Metodologia strutturata di ricerca, analisi e impatto dell'innovazione

Il risultato è un approccio strutturato e metodologico che consente di sviluppare progetti di Open Innovation in cui si guarda all’innovazione in un’ottica sistemica e sostenibile.

 

Le soluzioni adottate

Il progetto HOPE si fonda su tre momenti di approfondimento utili per sviluppare progetti di Open Innovation: Digital Literacy, Innovation and Sustainability, Impact.

 

Senza titolo

 

Digital Dictionary si è concentrata sul primo deep dive: la Digital Literacy. Abbiamo coinvolto i 20 partecipanti in un percorso strutturato tra fasi di lavoro sincrone e asincrone.

 

Fase 1: assessment della competenza

Il primo step è stato quello di erogare, attraverso una piattaforma online, un questionario di valutazione della competenza strutturato su 4 diversi driver.

 

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Dai risultati dell’assessment è emerso un grado di competenza complessiva medio: questo indica che i partecipanti coinvolti sono partiti da un buon livello di consapevolezza rispetto al saper ricercare, analizzare criticamente le informazioni raccolte e metterle a sintesi. Tuttavia, come rilevato anche nella prova successiva, non sempre sanno agire la competenza con continuità.

 

 

La seconda prova di valutazione è stata un “pressure test”: una prova durante la quale hanno lavorato su differenti task con una disponibilità di tempo ridotta rispetto alla reale complessità del compito assegnato loro.

In particolare, abbiamo centrato l’attenzione su due driver: la capacità di riconoscere velocemente le fake news e la capacità di utilizzare metodologie per la raccolta, la classificazione e clusterizzazione delle fonti quali ad esempio la Systematic Review.

Grazie a questo secondo passaggio abbiamo rilevato come le persone, quando hanno poco tempo a disposizione, non riescono sempre ad agire le proprie competenze in maniera del tutto corretta; tendono piuttosto a trascurare gli indicatori che aiutano nello smascherare le notizie poco veritiere o del tutto false.

Inoltre, la sperimentazione di un’attività di ricerca reale ha messo in luce come i partecipanti siano spesso capaci di reperire fonti autorevoli e accreditate (fase di ricerca e analisi) ma poco allenati a condividere quanto reperito in maniera strutturata (fase di sintesi).

Fase 2: formazione asincrona

Successivamente alle due prove di mappatura della competenza i 20 partecipanti sono stati coinvolti in un percorso di formazione asincrona attraverso il Learning Management System messo a disposizione dalla Zambon Digital School.

 

percorso formativo

 

La struttura del percorso formativo è stata costruita per fornire le conoscenze e gli spunti in termini di comportamenti e di tool utili per ricercare le informazioni in maniera consapevole, strutturata e sicura.

Abbiamo trattato per primi gli aspetti normativi alla base della competenza grazie ai quali i partecipanti hanno potuto comprendere fino in fondo quali siano i comportamenti necessari per muoversi con contezza nel web.

Il percorso formativo ha poi toccato i temi delle fake news e dell’information desease, un disturbo legato al fenomeno dell’information overload. Il modulo formativo ha posto in evidenza tool e metodi per difendersi e orientarsi nel web.

Infine, abbiamo fornito una panoramica relativa ai trend che in questo momento stanno maggiormente influenzando e caratterizzando i processi di innovazione nel settore healthcare, settore a cui afferisce Zambon stessa.

Fase 3: sperimentazione

Lo spirito con cui il progetto HOPE è nato è quello di fornire ai dipendenti di Zambon la possibilità di portare innovazione in ogni ambito dell’organizzazione, per questo ha coinvolto 20 dipendenti afferenti a esperienze e professionalità diverse tra di loro.

L’idea di fondo è stata proprio quella di identificare dei potenziali “portatori di innovazione” e di fornir loro un tool che potesse supportarli nella ricerca.

Per questa ragione, al termine della prima fase, abbiamo coinvolto i partecipanti in una sperimentazione pratica finalizzata a validare lo strumento che abbiamo co-progettato con Matteo Villa, Training Global HR & Open Organization di Zambon.

Anche in questo caso la tecnologia ci è stata di supporto, abbiamo utilizzato il tool Mural sul quale abbiamo disegnato un canvas che consentisse di visualizzare e sistematizzare le idee derivanti dagli articoli, dai testi, dai materiali raccolti in prima battuta attraverso la metodologia della Systematic Review.

 

Canvas

 

Quest’attività ha consentito a tutto il team di riflettere sul tipo di impianto metodologico da adottare per realizzare progetti di innovazione.

Il risultato è stato tradotto in un handbook utile a definire, fase per fase, gli step fondamentali per raggiungere un risultato realistico, di impatto e sostenibile. Clicca qui sotto per scaricare l'handbook. 

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Fase 4: contestualizzazione metodologica

L’handbook per prima cosa definisce alcuni elementi ai quali è importante prestare attenzione, questi aspetti sono emersi a valle della sperimentazione attraverso il confronto con i partecipanti.

Vediamoli di seguito:

 

dont google

 

valore agli exp

infinito

visualizza

 

 

Si tratta degli aspetti alla base del processo individuato attraverso il confronto e la partecipazione di tutte le persone coinvolte nel progetto.

Sperimentando la ricerca sul web finalizzata all’Open Innovation hanno visto quanto fosse importante definire un funnel di ricerca specifico e ben strutturato prima di digitare delle parole chiave sul web.

Hanno verificato quanto conti avere nel team di ricerca una persona che abbia competenze specifiche rispetto all’ambito verso cui si vuole innovare; questo consente un confronto e una lettura critica approfondita degli elementi che man a mano emergono.

Se da un lato è utile correlare tra loro ambiti di ricerca contingenti, dall’altro è poco funzionale almeno nelle fasi iniziali.

Infine, è stata rilevata l’importanza di avere una restituzione grafica della propria ricerca, analisi e sintesi, questo a supporto di un ulteriore approfondimento o revisione del processo.

Di seguito le fasi principali che sono state ritenute utili per impostare il funnel di ricerca:

 

fasi ricerca

 

E questa la forma grafica finalizzata a garantire una visione di insieme del processo realizzato e quindi una sua ulteriore forma di validazione.

 

visione 

Every innovation is built on HOPE.

Conclusioni

Da questo percorso svolto insieme è emerso in maniera prepotente un concetto fondamentale: se la digitalizzazione ci ha garantito di poter fruire velocemente di ogni tipo di contenuto al tempo stesso ci ha messo di fronte alle limitate capacità che abbiamo nel gestire con efficacia e sistematicità dei mezzi a disposizione.

Siamo sempre più sottoposti al fenomeno dell’information overload rispetto al quale allenare una competenza come la Digital Literacy è centrale per districarsi nella giungla delle informazioni leggendo in modo critico quello che il web ci mette a disposizione.

Oggi poi, è più che mai presente la necessità di innovare ma di farlo in maniera rilevante e sostenibile. Con la spinta tecnologica che permette di realizzare prodotti e strumenti in tempi ristretti è utile sapere di possedere strumenti e metodologie per soffermarsi in modo critico su ogni elemento innovativo per validarne l’impatto e la reale rilevanza e sostenibilità per il nostro business.

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