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L’intelligenza artificiale (AI) è ormai entrata a far parte delle nostre vite. Ha iniziato a pervaderci e lo sta facendo per restarci. Dopotutto, è uno dei digital trend da tener d'occhio durante questo 2019, viste le potenzialità ancora inespresse che questa tecnologia possiede e, come predetto da Deloitte, data l’espansione d'uso da parte di una vasta platea di imprese. Secondo Accenture, infatti, entro il 2020 il tasso di penetrazione dell’intelligenza artificiale nei sistemi aziendali sarà dell’87%.

 

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Non deve, quindi, stupirci il suo ingresso trionfale anche nel campo della medicina e nel settore dell'healthcare. Da uno studio di Frost & Sullivan il mercato dell’Artificial Intelligence per l’Healthcare dovrebbe raggiungere 6,6 miliardi di dollari entro il 2021, con un tasso di crescita del 40%. In che modo?

Tale tecnologia, applicata al settore, potrà non solo aiutare i medici ad elaborare piani di cura personalizzati ma potrà supportare gli specialisti, nello specifico i radiologi, ad effettuare diagnosi più accurate. Lo ha spiegato anche Paolo Poggi, responsabile del servizio centrale di Diagnostica per immagini presso gli Istituti Clinici Scientifici Maugeri, al Wired Health 2018:

I sistemi decisionali di supporto legati all'intelligenza artificiale e al machine learning possono essere di grande aiuto e di supporto per migliorare le possibilità di diagnosi su esami particolarmente difficili.

Il progetto a cui stanno lavorando è, infatti, dedicato allo screening per il cancro alla mammella e prevede il coinvolgimento attivo di radiologi e sviluppatori informatici con l'obiettivo di “affinare il processo di valutazione” delle diagnosi.

Anche la startup Enlitic, con base a San Francisco, sta tentando da anni di sviluppare soluzioni di Intelligenza Artificiale per individuare e prevenire l’insorgenza del tumore. Ma con il passare del tempo cosa accadrà davvero? L'intelligenza artificiale finirà per sostituire del tutto le figure professionali dei radiologi?

Il Dr.Bertalan Mesko - meglio noto come The Medical Futurist - non lo ritiene possibile e, paragonando l’AI allo Stetoscopio del XXI°sec. afferma:

Che si tratti di oculisti, neurologi, medici di base, dentisti, infermieri, amministratori, tutti dovranno trovare il modo di convivere con l’intelligenza artificiale, visto che la collaborazione fra esseri umani e tecnologia offre le migliori risposte alle sfide della sanità. I medici non verranno rimpiazzati dall’intelligenza artificiale; ma i medici che la usano rimpiazzeranno quelli che non lo faranno.

 

A tal proposito, il dr.Mesko, nel suo video "Will Artificial Intelligence Replace Radiologists?", cita l'algoritmo Medical Sieve lanciato da IBM per assistere gli specialisti in radiologia e cardiologia e supportarli durante le decisioni cliniche. Una specie di “assistente cognitivo” di nuova generazione, con capacità analitiche, logiche e una vasta gamma di conoscenze mediche.

 

 

Un'altra applicazione e direzione di sviluppo dell'intelligenza artificiale in ambito sanitario è la previsione degli eventi di salute per migliorare il servizio sanitario ed evitare ricoveri superflui. Ne è un esempio l’azienda olandese Zorgprisma Publiek che analizza le fatture in ambito sanitario (contenenti informazioni che riguardano la cura) e utilizza Watson per estrapolare elementi in grado di comprendere la ripetitività di un errore - da parte di un medico, una clinica o un ospedale - nella cura di determinate malattie.

Ovviamente, si sa, da grandi poteri derivano anche grandi responsabilità. E lo sapeva bene Stephen Hawking - astrofisico britannico deceduto il 14 Marzo 2018 - il quale, al Web Summit tenutosi a Lisbona a Novembre del 2017, ha affermato:

In teoria i computer possono emulare l’intelligenza umana e perfino superarla. Il successo nella creazione dell’intelligenza artificiale potrebbe essere il più grande evento nella storia della nostra civiltà. O il peggiore. Non lo sappiamo. Non possiamo sapere se l’Intelligenza Artificiale ci aiuterà o ci distruggerà.

 

Il suo consiglio, quindi? Prepararsi a gestirla per evitarne i rischi potenziali. E voi siete pronti a conoscere i digital trend da tener d'occhio durante questo 2019 e prepararvi a gestirli? Ecco il nostro report! Cliccate il pulsante in basso per riceverlo via e-mail!

 

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Paola Amendola
Autore

Paola Amendola

Fan del service design thinking e delle neuroscienze, interessata a comprendere il rapporto che si instaura tra le strategie di comunicazione e i processi cognitivi e decisionali che spingono le persone a compiere azioni. Mi faccio guidare dalla curiosità e come Marquez credo che l’ispirazione non dia preavvisi. Adoro Paul Arden.

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