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Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare del problem solving, o chi durante un colloquio non ha sentito menzionare questa soft skill tra quelle ricercate dal personale delle risorse umane nei candidati. Del resto secondo il rapporto Unioncamere del 2017, per il 49,6% delle aziende italiane il problem solving è una delle soft skills fondamentali nella fase di selezione dei candidati, insieme alla capacità comunicativa e a quella di lavorare in gruppo.

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E nella società in cui viviamo, sempre più permeata dalla trasformazione digitale (per un approfondimento sugli impatti della Digital Transformation in Italia si rimanda all’articolo Digital Transformation in Italia: gli impatti sulla competitività futura), anche il problem solving può essere rivisto alla luce dei cambiamenti favoriti dall’avvento del digitale e diventare una delle digital soft skill che è importante conoscere e padroneggiare per essere dei professionisti al passo con l’odierno, e futuro, mercato del lavoro.


Cos’è il Digital Problem Solving?

Il problem solving è una competenza fondamentale tanto in contesti tradizionali quanto in quelli permeati dalla trasformazione digitale. L’universo digitale non è di certo esente da intoppi, problemi e mal funzionamenti ai quali è necessario porre rimedio, così come anche può capitare di dover “essere creativi” per riuscire a superare quelle impasse in cui ci si può ritrovare nel momento in cui gli strumenti digitali che si utilizza non possiedono quella flessibilità di utilizzo che ci si aspetterebbe da loro o anche quando, per esempio, è necessario utilizzare un’applicazione per svolgere un’attività in realtà specifica di un’altra applicazione.


Il digital problem solving è la capacità di risolvere problemi più o meno complessi attraverso l’utilizzo di strumenti e soluzioni digitali.


È importante sottolineare che quando si parla di digital problem solving non si fa tanto, o soltanto, riferimento agli strumenti digitali attraverso i quali è possibile mettere in pratica le soluzioni individuate, ma soprattutto al supporto che questi strumenti possono fornire in tutte le fasi del processo di problem solving.


Il metodo del problem solver

Il problem solving, a prescindere dalla sua contestualizzazione all’interno del mondo digitale, è un processo cognitivo che viene applicato in vari settori per considerare un problema e giungere a una risoluzione dello stesso. Come qualsiasi altra competenza, anche la capacità di problem solving può essere sviluppata e allenata. I principali step da compiere per venire a capo di un problema e raggiungere il successo desiderato, secondo la letteratura sul tema, possono essere riassunti come segue:

  1. Definizione del problema;

  2. Analisi del problema;

  3. Identificazione delle possibili soluzioni;

  4. Scelta della soluzione da adottare;

  5. Definizione del piano d’azione;

  6. Azione.


Per individuare le origini di un problema, per esempio, è possibile ricorrere alle correlazioni causa-effetto per scomporre un problema in una catena di elementi che, se ripercorsa a ritroso, può condurre al malfunzionamento (fisico o concettuale) che ha condotto alla generazione del problema stesso. Per identificare più soluzioni possibili per un dato problema, invece, è possibile utilizzare la tecnica del brainstorming, che prevede che un gruppo di persone si incontri per generare nuove idee e soluzioni intorno a uno specifico tema rimuovendo qualsiasi tipo di atteggiamento critico e di inibizione: l’obiettivo di un brainstorming è quello di essere quanto più propositivi e positivi possibile.

 


Applicare il digital problem solving

Il digital problem solving è una soft skill estremamente trasversale e per svilupparla e coltivarla è fondamentale mettere in pratica altre digital soft skill. Ripercorrendo le fasi in cui è possibile scomporre il processo del problem solving, infatti, è possibile individuare specifici momenti in cui l’utilizzo di strumenti e soluzioni digitali, e di conseguenza l’applicazione di alcune digital soft skill, possono risultare particolarmente utili per risolvere un problema “tradizionale” sfruttando il digitale o per venire a capo di un problema digitale utilizzando proprio le opportunità che il digitale stesso ci offre.

Per risolvere un problema occorre, dopo averlo individuato, documentarsi il più possibile su di esso per individuarne le cause e definire davanti a cosa ci si trova esattamente per poter procedere e trovare la soluzione più adatta. In questo senso una soft skill come la digital literacy (per un approfondimento sull'argomento si rimanda all’articolo La ricerca delle informazioni online: questione di competenze digitali, o di Digital Literacyrisulta particolarmente utile: sapere utilizzare gli strumenti digitali per trovare informazioni a partire da accurate e precise keywords può facilitare, e molto, il lavoro di un problem solver, il quale proprio grazie a Internet ha a disposizione un sistema di conoscenze pressoché infinito da consultare per andare alla radice del problema che deve risolvere. 

Allo stesso tempo per risolvere un problema potrebbe essere necessario lavorare in team piuttosto che individualmente. E allora una skill come il digital team working (per un approfondimento sull'argomento si rimanda all'articolo Digital Team Working: il lavorare in team grazie agli strumenti digitali) può rivelarsi estremamente utile: dalla creazione di cartelle condivise dove inserire i materiali che ognuno dei membri del team ha reperito per documentarsi sul problema, all’utilizzo di file condivisi sui quali è possibile lavorare contemporaneamente per mettere per iscritto le idee che emergono durante un brainstorming effettuato tramite, per esempio, una videochiamata.

 

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Essere un problem solver digitale richiede certamente impegno, ma anche un pizzico di creatività, di elasticità mentale e di abilità nel contaminare tra loro elementi provenienti da ambiti diversi. C’è chi dice che per risolvere un problema bisogna possedere un “problem solving mindset”, perché l’essere in grado di individuare che qualcosa non va e trovare una soluzione adatta non è in realtà così scontato e automatico: anche questo richiede un allenamento costante e l’essere aperti a farlo.

Ciò vale sia nel mondo tradizionale che in quello digitale, all’interno del quale una competenza come il problem solving viene esponenzialmente amplificata grazie alla confluenza di saperi e attitudini derivanti dallo sviluppo di altre soft skill e dalla conoscenza di varie tecnologie e soluzioni digitali con cui abbiamo sempre più a che fare. Del resto un problema è come un puzzle: un insieme di pezzi la cui ragione d’essere risiede nella visione d’insieme.

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Chiara Bua
Autore

Chiara Bua

Esponente di spicco del binge-watching da molto tempo prima dell'arrivo di Netflix, non si tira mai indietro quando c'è da scoprire un nuovo ristorante giapponese o una succulenta hamburgheria. È nota al grande pubblico per essere tra le poche persone al mondo ad andare ogni giorno oltre la prima pagina di risultati di Google senza subire danni permanenti al cervello.

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