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5' di lettura

Quelle appena trascorse sono state settimane piuttosto intense in casa Facebook. Dall’annuncio dei Ray-Ban Stories, gli smart glasses frutto della partnership tra Facebook e Ray-Ban, alle rivelazioni del Wall Street Journal sugli impatti psicologici che Instagram avrebbe sugli adolescenti e sulle decisioni prese dalla società di Menlo Park in materia di controlli sui messaggi d'odio e sulla disinformazione. Senza dimenticare il recente #FacebookDown di cui parleremo in maniera approfondita nei prossimi articoli.

Insomma, una settimana movimentata per la famiglia Facebook, ma facciamo un po’ di ordine ed entriamo più nel dettaglio:

  1. Ray-Ban Stories: gli Smart Glasses di Facebook
  2. Il metaverse secondo Zuckerberg
  3. Le rivelazioni su Facebook del Wall Street Journal

 

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Ray-Ban Stories: gli Smart Glasses di Facebook

Scattare foto e girare video da una prospettiva unica, anche senza usare le mani. Questa è la promessa dei Ray-Ban Stories, gli smart glasses realizzati da Facebook e da EssilorLuxottica lanciati sul mercato internazionale il 9 settembre (è possibile acquistarli online e in alcuni store selezionati negli Stati Uniti e anche in Australia, Canada, Irlanda, Italia e Gran Bretagna.

 

 

 

È possibile interagire con questi occhiali intelligenti tramite comandi vocali, grazie alla presenza di Facebook Assistant e un LED si illumina quando si sta scattando una foto o si sta registrando un video per far sapere alle persone vicine quello che sta accadendo. 

 

Gli occhiali intelligenti Ray-Ban Stories sono il primo prodotto nato dalla nostra partnership pluriennale con EssilorLuxottica. Insieme, ci impegniamo a fornire una tecnologia innovativa e uno stile alla moda, aiutando le persone a connettersi meglio con amici e familiari.

 

Ma cosa succede dopo aver scattato una foto? I Ray-Ban Stories sono abbinati alla nuova app Facebook View, che permette di condividere le foto e i video catturati con gli occhiali direttamente con i propri amici e sui social media. Facebook View, infatti, semplifica l'importazione, la modifica e la condivisione dei contenuti catturati con gli occhiali intelligenti su app come Facebook, Instagram, WhatsApp, Messenger, Twitter, TikTok, Snapchat e altro ancora. Senza dimenticare che è anche possibile salvare i contenuti direttamente nel rullino del telefono per modificare e condividere da lì.

 

 

Un nuovo prodotto che promette, quindi, di colmare la distanza tra mondo fisico e mondo digitale permettendo agli utenti di interagire con l’uno e l’altro contemporaneamente e senza soluzione di continutà. Proprio ciò che ci si aspetterebbe all’interno di un metaverso!

 

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Il metaverse secondo Zuckerberg

Ma cos’è il metaverso? Questo termine - apparso per la prima volta nel libro “Snow Crash” di Neal Stephenson, pubblicato nel 1992 - si riferisce alla convergenza tra realtà fisica, aumentata e virtuale in uno spazio online condiviso. Il metaverso, quindi, non sarebbe altro che la “personificazione” di internet così come lo conosciamo oggi - invece di visualizzare il contenuto saremo dentro al contenuto - e, idealmente, non dovrebbe essere controllato da un solo player, ma più aziende forniranno soluzioni che lo alimentano in modo decentralizzato.

 

Nei prossimi 5 anni penso che

 

le persone passeranno dal vederci principalmente

 

come una social media company al vederci

 

come una metaverse company.

Mark Zuckerberg, luglio 2021

 

Secondo Mark Zuckerberg, il metaverso è il successore del mobile internet, la realtà virtuale giocherà un ruolo importante, ma non sarà l’unica tecnologia abilitante, e l’obiettivo sarà quello di fornire alle persone un modo più naturale di essere in contatto, digitalmente, tra di loro. Il metaverso, quindi, potrebbe farci vivere diversamente, per esempio, le riunioni a distanza…

 

In molte delle riunioni a cui partecipiamo abbiamo oggi, guardiamo una griglia di facce su uno schermo. Non è così che elaboriamo le cose. Siamo abituati a stare in una stanza con le persone e ad avere un senso dello spazio dove se tu sei seduto alla mia destra, allora significa che sono seduto anche alla tua sinistra, quindi abbiamo un senso di spazio condiviso in comune. Quando parli, la tua voce viene dalla mia destra. Non viene tutto dallo stesso posto di fronte a te. Ciò che la realtà virtuale e aumentata possono fare, e ciò che il metaverso in generale aiuterà le persone a sperimentare, è un senso di presenza che penso sia molto più naturale al modo in cui, come persone, siamo fatti per interagire. E penso che sarà più confortevole. Le interazioni che avremo saranno molto più ricche, più reali.

 

Mark Zuckerberg, luglio 2021

 

 

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Le rivelazioni su Facebook del Wall Street Journal

Nelle ultime settimane, però, non si è parlato soltanto delle novità lanciate da Facebook e del futuristico futuro immaginato da Zuckerberg. Il colosso di Menlo Park è balzato agli onori della cronaca a seguito di un’inchiesta giornalistica del Wall Street Journal che ha messo in evidenza dei comportamenti messi in atto dal social media che hanno portato la sottocommissione del Senato statunitense che si occupa della protezione dei consumatori ad aprire un’indagine e ad ascoltare, durante un’udienza in streaming, la posizione di Antigone Davis, responsabile della sicurezza globale di Facebook.

I documenti raccolti e analizzati dal Wall Street Journal imputano a Facebook di essere a conoscenza degli effetti negativi che Instagram ha su molti adolescenti, stando agli studi effettuati sul tema dell’azienda stessa, e di averne pubblicamente ridimensionato la portata. In questa vicenda gioca un ruolo di primo piano Frances Haugen, ex dipendente di Facebook e oggi “gola profonda” che ha portato quanto ha osservato tra le mura della società all’attenzione delle autorità e dei media.

 

Hanno sempre preferito il profitto alla sicurezza. Facebook amplifica il peggio degli esseri umani e questo atteggiamento si è allargato a Instagram. Avevano pensato che se avessero cambiato gli algoritmi per rendere il sistema più sicuro, la gente avrebbe speso meno tempo sui social, avrebbero cliccato meno le inserzioni pubblicitarie.

Frances Haugen, ex dipendente Facebook

 

Ecco le ultime notizie dal mondo Facebook, c'è altro che vorresti aggiungere? Nei prossimi giorni pubblicheremo un articolo di approfondimento dedicato al caso del giorno, il Facebook Down, per analizzare le implicazioni sociali ed economiche di questo "spegnimento". 

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Chiara Bua
Autore

Chiara Bua

Esponente di spicco del binge-watching da molto tempo prima dell'arrivo di Netflix, non si tira mai indietro quando c'è da scoprire un nuovo ristorante giapponese o una succulenta hamburgheria. È nota al grande pubblico per essere tra le poche persone al mondo ad andare ogni giorno oltre la prima pagina di risultati di Google senza subire danni permanenti al cervello.

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