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Viviamo circondati da storie.

Tra YouTube, Instagram e Snapchat, i brand hanno iniziato a raccontarsi sempre più spesso attraverso brevi momenti che, messi insieme, danno vita ad un vero e proprio racconto. La stessa cosa facciamo noi utenti ogni giorno sui nostri social network. 

Non riusciamo a smettere di raccontare storie, così come non rinunciamo mai a cercarne di nuove. È un istinto primordiale che risale all’alba dei tempi, perché da sempre l’uomo ha  sentito il bisogno di raccontare per trasmettere le sue conoscenze ma anche soltanto per intrattenere.

Nonostante sia una pratica così antica, lo storytelling è ancora oggi utlizzato, grazie alla sua capacità di trasmettere emozioni e alla sua ricchezza di personaggi e percorsi nei quali le persone riescono ad identificarsi.

Proprio per questo sentiamo sempre più spesso parlare di Visual Storytelling come asset fondamentale nella strategia di marketing e comunicazione aziendale, soprattutto in ottica di differenziazione e connessione emotiva con i clienti. Ma siamo sicuri di sapere cosa significa davvero? 

 

In linea generale, con il termine Visual Storytelling intendiamo tutte quelle storie che ci vengono raccontate tramite media ed espressioni artistiche che spesso si integrano o scavalcano le parole. Sono immagini, disegni, grafiche, animazioni oppure video che non rimangono fine a sé stessi, ma hanno lo scopo di narrare una storia alle persone che li fruiscono. 

 

Ma come si può questa tecnica integrarsi con la formazione

Le storie, grazie alla loro struttura semplice, hanno il potere di dare un senso a tutte quelle informazioni che ci circondano, mostrando la connessione tra gli avvenimenti ed i concetti in maniera lampante. Come quando da piccoli ci venivano raccontate le fiabe per insegnarci una morale, ora che siamo adulti digitali questa funzione è stata ereditata dal visual storytelling. 

Qualsiasi sia il contenuto sul quale si vuole formare, il visual storytelling:

  • facilita la memorizzazione e l’assimilazione delle informazioni;
  • ha un approccio narrativo che risulta più familiare e incontra meno resistenze da parte della platea, specialmente se composta da Millennials;
  • offre un accesso semplificato a concetti astratti e messaggi particolarmente significativi, grazie al supporto di immagini e video;
  • crea un notevole grado di coinvolgimento e, conseguentemente, rafforza la motivazione e l’impegno da parte dei discenti;
  • stimola la creazione di nuove storie, favorendo lo scambio collaborativo delle conoscenze, il confronto critico e la ricerca di nuove interpretazioni;

Quella del visual storytelling è una tecnica affascinate, ricca di stimoli e facilmente adattabile ad ogni necessità comunicativa. Ora non vi resta che decidere cosa volete raccontare.

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Bianca Giarola
Autore

Bianca Giarola

Nata nel mondo food e cresciuta tra cosmetica e pharma, ha lavorato come Marketing e Social Media Manager per Digital Dictionary. Ipercritica e appassionata, è da sempre a caccia delle storie più belle che il mondo possa offrire. È fiera di aver smesso con le serie tv, peccato che stia guardando più cartoni animati giapponesi di quanto sia conveniente ammettere.

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