<img height="1" width="1" src="https://www.facebook.com/tr?id=325701011202038&amp;ev=PageView&amp;noscript=1">

Aggiornato l'11 maggio 2020

7' di lettura

Il mondo è in continua evoluzione, lo è sempre stato e così continuerà a essere. Davanti ai continui cambiamenti a cui gli esseri umani vanno incontro, riecheggiano le parole di Charles Darwin:

 

solo i più forti sopravvivono, solo coloro che riescono ad adattarsi al cambiamento riescono ad evolversi con esso

 

Oggi il cambiamento, sotto l’occhio di tutti, è quello portato dal digitale, un cambiamento continuo e di rottura che impone un continuo riallineamento con nuovi punti di riferimento sempre meno duraturi e sempre più mutevoli.

All’interno dell’articolo Formazione aziendale: come diffondere la cultura digitale in impresa abbiamo parlato di come diffondere la cultura digitale, anche attraverso lo sviluppo di competenze digitali diffuse: una persona che possiede il giusto digital mindset è curiosa rispetto a ciò che riguarda la tecnologia digitale e cerca di utilizzarla a proprio vantaggio. Questo tipo di mindset abbraccia le sfide che la tecnologia digitale pone, perché queste sono viste come possibilità per migliorarsi. Chi possiede un digital mindset si sente a proprio agio con la tecnologia digitale, è informato a riguardo ed è in grado di integrare questa conoscenza, e l’utilizzo di ciò, sia nella sua vita personale che professionale.

In questo articolo parleremo di: 

 

DD_Digital_Capabilities_CTA_TOFU

 

Cos’è il Digital Mindset e perché è importante?

In un contesto come quello attuale caratterizzato da digitalizzazione diffusa, è necessario sviluppare il digital mindset, ovvero la capacità di sviluppare una nuova mentalità aperta al cambiamento. Vediamo di preciso di cosa si tratta.

Con Digital Mindset facciamo riferimento ad un nuovo modello mentale, aperto e capace di cogliere le opportunità offerte dalla trasformazione digitale, fondamentale per poter mantenere la propria competitività sul mercato.

Il Digital Mindset è la capacità di sviluppare una mentalità, un’attitudine al cambiamento e ai ritmi frenetici imposti dalla trasformazione digitale. Una nuova mentalità che, se diffusa all'interno dell'impresa, può comportare nel tempo notevoli vantaggi. 

 

Digital mindset è un termine composto dalle parole

 

digitale e mentalità.

 

Sviluppare il giusto digital mindset significa:

  • manifestare curiosità rispetto a ciò che riguarda il mondo digitale e le sue innovazioni, consapevoli delle potenzialità e delle applicazioni vantaggiose;
  • adottare un atteggiamento proattivo e positivi rispetto alla possibilità di mettersi in gioco e affrontare le sfide imposte dalla digital transformation;
  • adattare e migliorare costantemente il proprio modo di agire e di lavorare attraverso l’impiego delle nuove tecnologie digitali.

 

Relazioni connesse al Digital Mindset

 

Analizzando la componente psicologica, Carol Dweck, docente e psicologa presso la Stanford University, nel libroMindset: The New Psychology of Success, ci spiega cosa significa sviluppare e possedere un digital mindset.

 

Cervello e talento da soli non portano automaticamente a risultati brillanti, ma occorre lavorare sulle proprie convinzioni e sul proprio atteggiamento verso il lavoro, l'apprendimento, la vita.

 

Sviluppare il giusto Digital Mindset equivale a possedere una mentalità propensa al miglioramento e alla crescita costante, il cosiddetto “growth mindset”. Essere aperti mentalmente al cambiamento, significa essere propensi a vagliare nuove soluzioni per migliorarsi costantemente. Esattamente l'opposto di quello che si verifica in persone con il cosiddetto “fixed mindset”, una mentalità che porta ad attaccarsi costantemente a ciò che è familiare e sicuro, per evitare appunto situazioni di incertezza. 

La differenza che intercorre quindi tra "fixed mindset" e "growth mindset” è che “fixed” è visto come qualcosa di fisso, stabile, immutabile, al contrario di “growth” che è invece è associato a concetti di crescita, cambiamento, miglioramento, elasticità.

 

 

Al di là del fatto che le qualità umane siano innate o acquisite,

 

la convinzione implicita o esplicita che ogni individuo ha,

 

in merito al fatto che esse siano innate o al contrario acquisite, 

 

è sufficiente a condizionare in modo decisivo il suo comportamento, le sue performance, la sua vita.

 

Carol Dweck

Le convinzioni o schemi mentali circa le nostre capacità e il nostro talento, infatti, possono condizionare pesantemente il nostro modo di agire, quello che vogliamo e il modo in cui cerchiamo di ottenerlo, andando a definire il nostro mindset.

 

Il Digital Mindset come digital soft skill per sfruttare al massimo le opportunità

 

Senza una mentalità aperta al cambiamento, e spinta dalla curiosità, sarebbe impossibile vivere appieno l’epoca in cui ci troviamo. Un’epoca che non ci richiede soltanto di possedere un digital mindset, e dunque una spiccata apertura al cambiamento, ma che sia anche rapida e reattiva, così come lo sono le innovazioni portate dalla rivoluzione digitale che, in tempi sempre più brevi, stanno trasformando ogni aspetto della nostra vita.

Del resto la trasformazione delle nostre abitudini è sotto l’occhio tutti. Lo smartphone, per esempio, è diventato un elemento imprescindibile nelle nostre vite: dimenticarlo a casa vuol dire tornare indietro per recuperarlo, mentre se magari si dimenticano le chiavi o il portafoglio qualcuno potrebbe pensarci su due volte prima di riprendere la via di casa.

 

Il Digitale è cambiamento

 

Un’immagine che racconta bene il cambiamento che la società contemporanea ha vissuto con l’ingresso degli smartphone nel mercato è quella restituitaci qualche anno fa dalle ultime due elezioni papali: quasi nessuno tra i fedeli presenti in Piazza San Pietro per l’elezione di Papa Benedetto XVI nel 2005 teneva tra le mani un telefono cellulare, probabilmente lo aveva in tasca o nella borsa ma non sentiva la necessità di averlo in mano. Nel 2013, invece, la scena è totalmente diversa: per l’elezione di Papa Francesco ciascuno dei presenti teneva in mano il proprio smartphone.

 

Confronto elezioni papa 2005 - 2013

 

Per quale motivo? Ovviamente per immortalare il momento attraverso una foto o un video, magari da condividere con i propri amici tramite WhatsApp o con il resto del mondo tramite Facebook o Twitter.

E oggi che scena ci troveremmo davanti? Se ci guardiamo attorno direi che la risposta è semplice: una Instagram Stories, Live Video o, perché no, forse anche qualche Tik Tok!

 

Gli stili di vita cambiano

 

Non è cambiato solo il modo in cui ci rapportiamo con il nostro cellulare: un mezzo attraverso il quale oggi possiamo fare diverse azioni, non solo una foto o un video. L'arrivo del digitale e della Digital Transformation ha cambiato e rivoluzionato il nostro stile di vita:

  • Utilizziamo LinkedIn o Indeed per trovare nuove offerte di lavoro;
  • Utilizziamo i social network per mantenere o allacciare le relazioni d'amicizia;
  • Utilizziamo i canali digitali per fare acquisti
  • Utilizziamo nuove piattaforme o app per il nostro svago personale, come contenuti musicali o cinematografici.

Le nostre abitudini sono cambiate. Ci siamo aperti al cambiamento della rivoluzione digitale per vivere al meglio e non lasciarci sfuggire nulla dall'epoca in cui ci troviamo. Così come nella vita, anche nel lavoro questa curiosità e apertura al cambiamento deve essere fondamentale.

 

cambiamento del digitale

 

Digital Transformation: alcuni esempi di aziende che hanno saputo reinventarsi

 

La Digital Transformation è una vera e propria metamorfosi di diversi aspetti: culturali, tecnologici e manageriali. È un cambiamento continuo ma anche di rottura che rimette in gioco qualunque logica pre-esistente, azzerando sempre di più le distanze spazio-temporali. Ma non solo, la trasformazione digitale impone continuamente un riallineamento con i nuovi punti di riferimento, che sono sempre più mutevoli e di conseguenza meno duraturi. Cosa vuol dire tutto questo?

 

La verità è sempre più temporanea

 

 

In un mondo digitalizzato che corre a mille all’ora, inoltre, dobbiamo accettare il fatto che la verità sia temporanea. Ciò che crediamo sia certo oggi, potrebbe non esserlo più non tra 50 anni, ma tra qualche mese. Non solo la verità è ancor più temporanea in un mondo digitale, ma anche i cicli di innovazione si accorciano per effetto della spinta fornita dalla digitalizzazione, e così nuove imprese e player nascono ed emergono sul mercato, nazionale e internazionale, con offerte sempre più tecnologiche e pronte a cambiare le nostre abitudini.

Un esempio? La prima vera rivoluzione è avvenuta nell'industria discografica negli anni Settanta con l'arrivo della audio cassette, dei CD successivamente e infine di tutti i dispositivi portatili che hanno reso "mobile" l'ascolto della musica.

 

Sono passati quasi 25 anni dalla nascita del walkman fino all'affermazione dell'iPod e di iTunes.

 

 

Il digitale ha sconvolto il modo di consumare la musica e il business legato ad esso. Quando in particolare? Nel 2001 con la nascita di iTunes. Con l'arrivo del marketplace di Apple ci fu la possibilità di acquistare un brano musicale e di conseguenza di farlo riprodurre nei propri dispositivi digitali. Dopo soli 7 anni, questo modello di business che sembrava essere irraggiungibile, viene messo in discussione con l'arrivo di Spotify. Così il servizio musicale leader dello streaming on demand, si presentò sul mercato con un modello di business che rendeva accessibile da qualsiasi dispositivo, anche in modalità offline, una libreria musicale infinita, permettendogli così di conquistare giorno dopo giorno la sua posizione nel mondo.

Non solo iTunes e Spotify sono un esempio, anche Blockbuster e Netflix sono un evidente caso rappresentativo dell'impatto che ha avuto la Digital Transformation. Il primo era il leader incontrastato del mercato del video a noleggio, almeno fino all’arrivo del secondo, ossia di Netflix, società che oggi associamo a una piattaforma per lo streaming online di film e serie tv, ma che al momento della nascita non era altro che una delle tante società che imitavano il modello che aveva reso celebre Blockbuster.

A differenza del primo, Netflix offriva un servizio di noleggio via posta, ma soprattutto a differenza di Blockbuster ha saputo cogliere l’opportunità offerta dalla digitalizzazione reinventandosi attraverso una piattaforma per la fruizione online dei contenuti video, proponendo ciò che è oggi.

Netflix è ormai diventato il simbolo, insieme a Spotify, del nuovo modo di fruire i contenuti dell’industria cinematografica e musicale in quest’epoca dominata dal digitale, offrendo la possibilità di portare sempre con sé (grazie a quei device dai quali non ci separiamo mai) i prodotti cinematografici, televisivi o musicali preferiti: ma, soprattutto, ha saputo reinventarsi in un arco di tempo brevissimo.

 

 

 

 

Alla base del cambiamento e dell'opportunità che il digitale ha portato nella nostra epoca e nei nostri stili di vita vi è la parola condivisione. Da una foto a un pensiero, da uno spazio di lavoro alla propria casa, fino ad un passaggio in macchina...oggi si condivide tutto. Come si chiama questo fenomeno?  Sharing economy.

La Sharing economy è l’economia “dell’accesso e del non possesso”. Un fenomeno economico, ma prima ancora, se non sopratutto, culturale. Un modello di collaborazione che sta pian piano modificando il nostro modo di vivere la quotidianità

L’esempio più noto dell’economia della condivisone è Airbnb. Nato nel 2007 mette in contatto persone in cerca di un posto in cui passare la notte, di un alloggio, un appartamento o di una camera per brevi o lunghi periodi. Airbnb oggi è utilizzata da milioni di persone nel mondo, contando circa più di 30 milioni di utenti unici al mese.

 

 

Tutto ciò ha a che fare con lo sviluppo di un digital mindset?

La risposta è assolutamente sì!

L’apertura al cambiamento rappresenta l’elemento di base per abbracciare appieno la moltitudine di opportunità che il digitale offre. Perché per sfruttare al massimo le possibilità che la rivoluzione digitale offre a tutti noi occorre tenere la mente aperta e libera da preconcetti: occorre sviluppare un digital mindset che, alla luce delle informazioni che ognuno di noi è in grado di assimilare e delle inferenze che è possibile fare su di esse, permetta di agire in modo consapevole all’interno di un perimetro sempre più mutevole, ma estremamente stimolante per chi è disposto a mettersi in gioco.

 

Il Digital mindset è una delle digital soft skill, se non la prima fra tutte, che si deve possedere o sviluppare all'interno della Digital trasformation. Quali sono le altre digital soft skill di base per il lavoro del futuro? Clicca qui per scaricare l'approfondimento gratuito.

Oppure se vuoi saperne di più sugli impatti della Digital Transformation in Italia e sulle Digital Capabilities necessarie per un cambiamento sostenibile, dai un'occhiata alla nostra ricerca cliccando sul tasto in basso!

 

DD_Digital_Capabilities_CTA_TOFU

Chiara Bua
Autore

Chiara Bua

Esponente di spicco del binge-watching da molto tempo prima dell'arrivo di Netflix, non si tira mai indietro quando c'è da scoprire un nuovo ristorante giapponese o una succulenta hamburgheria. È nota al grande pubblico per essere tra le poche persone al mondo ad andare ogni giorno oltre la prima pagina di risultati di Google senza subire danni permanenti al cervello.

area-download-approfondimenti-gratuiti
smart-working-strumenti-utili