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L'essere bandito dai luoghi di lavoro era una condizione che a Facebook, il social network più diffuso al mondo, proprio non andava giù. Così un anno fa ha deciso di risolvere la situazione creando un social network aziendale (per saperne di più: Social network aziendali: quali sono e come possono aiutare le imprese), pensato per aumentare la produttività e aiutare nell'organizzazione delle strutture di qualsiasi dimensione. Nasce così Facebook Workplace, adottato ora da più di 30mila aziende al mondofra cui Walmart, Heineken, Starbuks, Booking.com e Spotify, mentre in Italia è usato da Granarolo, Unes e Miroglio. E anche da noi di Digital Dictionary!

In questo articolo vi voglio raccontare la nostra esperienza da impresa che lo usa quotidianamente e come le nostre dimaniche interne sono (o non sono) cambiate.

1. Non abbiamo imparato niente di nuovo.

Ed è un bene. Facebook Workplace promette un'esperienza del tutto simile a quella del Facebook che usiamo tutti i giorni, ed è la pura verità. Nessuno di noi ha dovuto spendere del tempo per capire il funzionamento della piattaforma, è stato un processo naturale e intuitivo. Il feed delle notizie, che ci piaccia o meno, è come la home di Facebook, così come i gruppi sono organizzati allo stesso modo. Ci sono le notifiche, la chat, i profili personali, i tag, la app per smatphone... insomma, niente di nuovo, e proprio per questo ci piace!

2. Siamo tutti più aggiornati e coinvolti.

Uno dei problemi sempre più spesso riscontrati nelle aziende è la scarsa comunicazione, soprattutto tra componenti di team diversi. Anche al nostro interno siamo divisi per aree di competenza e Facebook Workplace ci sta aiutando a condividere le esperienze così che tutti possano vedere cosa sta succedendo. Il nostro ufficio commerciale ci informa di come sono andati gli incontri con le aziende, il team che si occupa di Digital Trends mette a disposizione materiale di aggiornamento, mentre la consulenza condivide le sue best practice. Anche scambiare semplici link di articoli interessanti o risorse web è più semplice e immediato e questa facilità di utilizzo ci spinge a farlo sempre più spesso. Grazie a Facebook Workplace ci sentiamo meno "isole" e più vicini!

3. Mandiamo meno e-mail (ma ne riceviamo di più).

Mi occupo personalmente della gestione del blog che state leggendo in questo momento. Ciò significa convocare tutti gli scrittori, condividere il piano editoriale, inviare reminder, indirizzare nei contenuti e assicurarmi che tutto fili liscio, dalla scrittura fino al momento della messa online. Con Facebook Workplace evito di mandare un quantitativo spropositato di e-mail, mi basta creare un post nel gruppo dedicato al blog, taggare gli scrittori e gestire eventuali comunicazioni correlate nella sezione commenti. Non solo è più facile, ma gli aggiornamenti sono anche visibili a tutti. Se è vero che di e-mail ne mando meno, ne ricevo di più: ogni azione su Facebook Workplace non è accompagnata solo da una notifica, ma anche da una e-mail. Ma non preoccupatevi, le notifiche via e-mail possono essere disabilitate (anche se tornano utili, soprattutto se non siete ancora abituati a controllarlo spesso).

4. Condividiamo materiale senza paura. 

Un tema chiave di Facebook Workplace è la sicurezza. Il suo ambiente è completamente separato dal nostro account personale e i contenuti condivisi rimangono blindati al suo interno, senza dare la possibilità a persone esterne (o anche solo agli algoritmi che gestiscono le pubblicità) di raggiungerlo. Ci piace poter condividere dati in modo così immediato, e il fatto che sia uno spazio adv-free rende l'esperienza ancora migliore. 

5. Pagheremmo per continuare ad usarlo.

All'oggi esistono due versioni: una free (quella che stiamo usando noi, le cui funzionalità sono più che sufficienti per il nostro uso interno) e una premium, che include strumenti avanzati come analytics delle performance interne, connessione con altri strumenti come Google Drive o Dropbox, bot in grado di automatizzare delle attività. Ciò non toglie che se Facebook Workplace dovesse decidere di esistere solo ed esclusivamente nella sua versione premium, saremmo disposti a pagare l'abbonamento (3$ al mese per ogni account attivo, fino a 1.000 account. Il prezzo scende a 2$ fino a 10.000 utenti, per arrivare a 1$ superato quel limite) per continuare ad utilizzarlo. 

Come avete letto, per noi di Digital Dictionary i social network aziendali non sono solo uno strumento di project management, ma anche un mezzo per diffondere cultura (come? Leggi qui: L'in-formazione continua di Digital Dictionary sui social network aziendali). Siamo convinti che la formazione in azienda possa e debba cambiare perchè è in atto un processo più ampio di trasformazione dei processi educativi che coinvolge persone e tecnologie.

Se vuoi saperne di più, clicca qui sotto e richiedi la nostra guida per scoprire come portare la digital transformation nelle aule della tua azienda!

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Bianca Giarola
Autore

Bianca Giarola

Nata nel mondo food e cresciuta tra cosmetica e pharma, ha lavorato come Marketing e Social Media Manager per Digital Dictionary. Ipercritica e appassionata, è da sempre a caccia delle storie più belle che il mondo possa offrire. È fiera di aver smesso con le serie tv, peccato che stia guardando più cartoni animati giapponesi di quanto sia conveniente ammettere.

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