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I tempi in cui accedere ai social network sul luogo di lavoro era causa di richiami e stilettate sono finiti. Già, perché con oltre 39 milioni di italiani connessi ad internet (We Are Social, 2016, articolo completo qui), negli ambienti aziendali gli HR Manager cominciano ad accorgersi dell’esistenza di piattaforme social applicabili all’ambiente lavorativo, in grado di aiutare le imprese in molti modi.

 Nel seguente articolo, infatti, vedremo come essi possano produrre benefici per le aziende, analizzando:

  1. Perché i social network non possono non essere oggetto delle attenzioni d’impresa.
  2. Quali sono i social network aziendali principali e che differenze presentano.
  3. Quali vantaggi può tratte l’impresa che adotta soluzioni di social network aziendali.

Entriamo quindi nel merito di ciascuno di questi aspetti.

1. Social network: troppo diffusi per arginarli

Gli italiani con accesso ad internet sono sempre di più, al punto che la penetrazione del web nel Belpaese ha toccato quota 66%, pari a 39 milioni di italiani con accesso ad internet. Di questi, ben 31 milioni di essi che utilizzano i social media (We Are Social, 2017). La crescita di quest’ultimo indicatore, rispetto al gennaio 2016, è dell’11%, un dato che porta a riflettere circa le effettive possibilità di arginare il fenomeno. Più che combattere al fine di isolare tali piattaforme al di fuori delle mura aziendali, le imprese dovrebbero dunque realizzare che la domanda da porsi non è tanto “se” applicare tali strumenti ai processi interni, quanto piuttosto “quando” iniziare a farlo e con quali obiettivi.

2. Enterprise social network: quali sono

Le piattaforme di enterprise social network a disposizione delle aziende sono diverse, ciascuna con peculiarità proprie. Alcune di esse sono:

  • Yammer.
    Di proprietà Microsoft, Yammer presenta le caratteristiche tipiche dei social network: l’utente crea un profilo personale, condivide materiali quali documenti e può informarsi su argomenti specifici partecipando a gruppi di natura pubblica o privata. I modi per interagire con gli altri collaboratori sono diversi e spaziano dalla messaggistica, alla risposta ai post, fino ai classici like al post. 
  • IBM Connections.
    Le soluzioni proposte da IBM per il social enterprise sono diverse e variano a seconda del pacchetto scelto dall’impresa. Nella fattispecie, si va da pacchetti che garantiscono funzionalità di collaborazione base - quali email in cloud, messaggistica istantanea, modifica online di documenti - fino a pacchetti più completi che integrano funzioni di videochat e partecipazione a riunioni online. 
  • Basecamp.
    Software utilizzato per il project management, Basecamp consente ai team di lavoro di gestire funzionalità legate alla gestione di compiti, calendari e progetti. Come un vero e proprio campo base, le attività vengono organizzate attorno ad un centro di discussione al quale gli utenti facenti parte del team possono accedere per comunicazioni, invio di file e impostazione di compiti. 
  • Asana.
    Similmente a Basecamp, anche Asana consiste in un servizio web utile ai team di lavoro per l’organizzazione delle proprie attività. Principalmente organizzato attorno a progetti e “to do’s”, Asana abilita gli utenti aziendali a monitorare compiti - che possono essere assegnati e discussi -, gestire scadenze e calendari e monitorare lo stato di avanzamento lavori delle attività in corso.
  • Facebook Workplace. Nel panorama dei social network applicati al contesto aziendale non poteva mancare una soluzione erogata da Facebook. Workplace si configura come un’esperienza in tutto e per tutto simile a quella di Facebook, con interfacce - dalla creazione di post alla messaggistica - alle quali gli utenti sono già abituati. Con Workplace, dunque, l’esperienza Facebook viene trasferita all’interno del contesto lavorativo, con immediati benefici in termini di apprendimento dei dipendenti, che sono di fatto già familiari con il social media “consumer”.

3. Enterprise social network: quali vantaggi producono

L’applicazione di strumenti social in un contesto lavorativo ha ripercussioni su alcune tematiche fondamentali per la vita d’impresa. Tra queste, ne distinguiamo almeno tre:

3.1. Distribuzione della conoscenza.
Se è vero che tra le regole per una buona comunicazione vi è l’impostazione paritaria del dibattito (PMI.it, 2017, articolo completo qui), i social network rappresentano un’occasione perfetta per creare dinamiche adatte ad una diffusione della conoscenza orizzontale, anziché una conoscenza distribuita verticalmente lungo l’organigramma aziendale. Tale distribuzione delle informazioni consente alle imprese di generare idee utili ed applicabili, non necessariamente provenienti dal top management ma la cui provenienza può essere differente. Inoltre, i social media rappresentano strumenti utili per fare formazione in azienda attraverso strumenti digitali innovativi (se ti interessa conoscere di più sulla formazione d’aula in contesto lavorativo puoi leggere questo articolo).

3.2. Motivazione dei dipendenti.
Secondo Antonio Foglio, docente di marketing, l’utilizzo dei social in contesti lavorativi «rafforza il senso di appartenenza all’impresa e permette lo scambio di informazioni, dando così un concreto contributo allo sviluppo di buone relazioni» (Business Insider, 2017, articolo completo qui). I dipendenti trovano insomma i social media coinvolgenti perché sono interattivi, democratici e immediati, canali ideali per far sentire la propria voce (Minghetti, 2017, articolo completo qui). Sentendosi coinvolti nei processi comunicativi d’impresa, difatti, i lavoratori possono sviluppare un più completo senso di appartenenza aziendale (Ninja Marketing, 2017, articolo completo qui)

3.3. Produttività d’impresa.
Alcuni studi riportano come l’utilizzo social in impresa possa giovare in termini di produttività. Secondo McKinsey (2012, paper completo qui), i dipendenti forniti di tali piattaforme collaborative svilupperebbero tra il 20%-25% di produttività in più rispetto ai colleghi. Ecco pertanto che i benefici comunicativi e organizzativi apportati da tali piattaforme si riflettono nella generazione di valore per l’impresa, con ripercussioni tanto di natura immateriale - come quelle richiamate qui sopra - quanto di natura ben più tangibile - economica.

Malgrado i social media possano produrre numerosi vantaggi per le imprese che decidono di adottarli, comunque, ciò non significa che l’applicazione aziendale sia semplice e banale e che essa non richieda un periodo di apprendimento e gestazione. Essi si inseriscono in un processo più ampio di trasformazione dei processi educativi in azienda che coinvolge persone e tecnologie. Se vuoi saperne di più, clicca qui sotto per ottenere la nostra guida per scoprire come portare la digital transformation nelle aule della tua azienda!

 

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Nicola Roli
Autore

Nicola Roli

Ha lavorato in Digital Dictionary come Social Media Adv e come braccio destro di Polipy. Furtivo e silenzioso, ama i giochi di ruolo e il poligono di tiro. Il suo film preferito è una slowmotion del rovescio di Federer. In orario pasti diventa fervido promotore delle proprie origini mantovane.

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