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4' di lettura

 

Il mondo nel quale lavoriamo sta cambiando: la Digital Transformation e le nuove tecnologie stanno trasformando gli ambienti di lavoro tradizionali in nuovi ecosistemi in cui è più facile collaborare e in cui sono i dipendenti a scegliere dove e quando lavorare. Qual è l’espressione di tutto questo? Lo smart working! (Per scoprire come diffondere la cultura dello smart working in azienda si rimanda all'articolo Corso di Smart Working: come diffonderne la cultura e sviluppare le digital soft skills con Digital Dictionary).

Secondo l’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano lo smart working è:

 

Una nuova filosofia manageriale fondata sulla restituzione alle persone di flessibilità e autonomia nella scelta degli spazi, degli orari e degli strumenti da utilizzare a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati.

 

La definizione dell’Osservatorio prosegue sottolineando che si tratta di un nuovo approccio al modo di lavorare e collaborare all’interno di un’azienda basato su quattro pilastri fondamentali: revisione della cultura organizzativa, flessibilità rispetto a orari e luoghi di lavoro, dotazione tecnologica e spazi fisici.

Sicuramente smart working non vuol dire semplicemente lavorare da casa!

 

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Bricks, Bytes e Behavior: le tre dimensioni dello smart working

Oggi ci troviamo di fronte a un nuovo mondo del lavoro (“New World of Work”) che mira ad aumentare la produttività aziendale e al quale le aziende devono adeguarsi per continuare ad essere competitive. Ciò è possibile sia combinando tra loro flessibilità, autonomia e collaborazione (da parte dei dipendenti), che ottimizzando l’utilizzo degli strumenti e degli ambienti di lavoro (da parte dell’azienda). 

Lo smart working riflette questo nuovo paradigma del lavoro e si basa su tre dimensioni:

  1. Bricks - in questo caso si fa riferimento alla dimensione fisica che comprende tutti gli aspetti legati all’ambiente di lavoro e alla riorganizzazione degli spazi. L’obiettivo è quello di creare ambienti aperti, flessibili e orientati alla collaborazione e al benessere delle persone. 
  2. Bytes - in questo caso si fa riferimento alla dimensione tecnologica che comprende tutti gli aspetti relativi all’adozione e all’utilizzo delle nuove tecnologie. I dipendenti, oggi, hanno a disposizione diversi strumenti (computer, tablet, smartphone) che consentono loro di comunicare con i propri colleghi da qualsiasi luogo e in qualsiasi momento. Inoltre, grazie a soluzioni come il Cloud, possono accedere alle applicazioni e alle informazioni di cui hanno bisogno per lavorare anche se non sono fisicamente presenti in ufficio e anche se utilizzano un dispositivo diverso da quello aziendale. 
  3. Behavior - in questo caso si fa riferimento alla dimensione personale che comprende tutti gli aspetti riguardanti la relazione tra il manager e i suoi dipendenti ma anche il modo in cui il dipendente lavora e vive il suo lavoro.
 

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La legge che disciplina lo smart working in Italia

In Italia, la legge sullo smart working (legge n. 81/2017) ha disciplinato questo fenomeno e ha contribuito al suo sviluppo, sia all’interno di quelle aziende che già adottavano modelli di lavoro agile, che in quelle in cui questi modelli non si erano ancora diffusi. La legge sullo smart working ha sancito formalmente ciò che alcune aziende stavano già mettendo in pratica: un cambiamento del modello organizzativo basato su un rapporto di delega, fiducia e responsabilizzazione tra manager e dipendenti.

 

La soluzione offerta da Digital Dictionary per introdurre lo smart working in azienda

Oltre che cambiamento tecnologico, quindi, lo smart working è un cambiamento culturale e risulta evidente quanto sia importante a tal proposito diffondere la giusta cultura in azienda. Per approfondire la conoscenza di questo fenomeno Digital Dictionary ha pensato ad un percorso di in-formazione continua che prevede momenti di confronto e dibattito in aula e - tra un incontro e un altro - la condivisione di contenuti di approfondimento tramite la nostra piattaforma di gamification.

 

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Da un lato i contenuti erogati tramite la piattaforma di gamification serviranno da approfondimento e da rinforzo in riferimento all’ampio tema dello smart working, dall’altro gli incontri in aula saranno focalizzati sul confronto e sul dibattito su tematiche importanti della Digital Transformation che hanno una ricaduta fondamentale sullo smart working. 

Dal digital mindset (per saperne di più vi invitiamo a leggere l’articolo Di Mindset e cambiamento: come sfruttare al massimo le opportunità della digital transformation) alla virtual communication (per un approfondimento si rimanda all’articolo (Virtual Communication: come svilupparla con Digital Dictionary), passando per il digital team working (abbiamo già affrontato questo tema all’interno dell’articolo Digital Team Working: come Digital Dictionary ti aiuta a portarlo in azienda): tre digital soft skill essenziali per uno smart worker.

Curioso di saperne di più su smart working e digital soft skill? Dai un’occhiata alla brochure.

 

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Roberta Cascella
Autore

Roberta Cascella

Nata nella terra del sole nel 1994, in Digital Dictionary si occupa di Digital Trends. Ex ballerina di danza classica, oggi balla tra l’ufficio e i banchi universitari. Si lascia incuriosire facilmente da cose e persone che le orbitano intorno, è appassionata di musica, arte, marketing e comunicazione. Date le sue origini, ama il mare e mangiare. Apparentemente dolce e gentile.

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