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I podcast sono la buzzword del momento, ma chi ha capito veramente cosa sono e a cosa servono

Una cosa è certa, grazie alla pandemia abbiamo riscoperto il potere della voce e della comunicazione verbale. Quindi, proprio come le aziende avevano bisogno di una strategia internet negli anni '90, una strategia di ricerca nel 2000 e una strategia mobile nel 2010, ora hanno bisogno di una strategia vocale!

In questo articolo dedicato al mondo del podcasting toccheremo i seguenti argomenti

  1. Il ritorno della voce
  2. Podcast che cos'è
  3. Podcast in Italia
  4. Tipologie di podcast: il corporate podcast e il branded podcast
  5. Come si crea un podcast da zero

 

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1. Il ritorno della voce

 

Ѐ ormai innegabile: lo scenario della fruizione dei contenuti si sta velocemente spostando dagli occhi alle orecchie delle persone!

A tale proposito, secondo una ricerca condotta da Cognizant, la pandemia ha rappresentato un fattore abilitante per l'adozione da "graduale" a "improvvisa" della voce, a tal punto che il 93% delle aziende ritiene che il passaggio alla voce non potrà che accelerare nel futuro, innescando un cambiamento nel modo di vivere delle persone.

Infatti, la richiesta quanto il rinnovato interesse per i contenuti audio è strettamente collegata alla diffusione dei voice assistant e degli smart speaker che oggi rappresentano a tutti gli effetti dei facilitatori delle esperienze vocali. Tale evidenza è confermata dai dati, infatti Juniper Research prevede che il numero di assistenti vocali installati sui dispositivi supererà quello della popolazione mondiale, raggiungendo quota 8,4 miliardi entro il 2024.

La presenza di tali dispositivi all’interno della nostra quotidianità è dunque elevatissima e la voce rappresenta il canale principale attraverso cui interagiamo con i device, nell’ottica di semplificare le azioni routinarie senza dover interagire con uno schermo, una tastiera o un mouse. Quindi, non solo parliamo sempre di più con la tecnologia ma la ascoltiamo invece di guardarla!

 

2. Podcast che cos'è

 

I podcast esistono almeno dal 2004 ma gli ultimi anni, caratterizzati dallo scoppio della pandemia, hanno riportato in auge questo formato tanto che si parla di una nuova “età d’oro dei podcast”.

Ma andiamo al dunque: qual è la definizione di podcast? 

Il podcast, crasi tra le parole pod (iPod) e cast (Broadcasting), è un contenuto audio inedito reso disponibile via Internet, ascoltabile tramite apposito software, che può essere archiviato e ascoltato anche in modalità offline.

Nello specifico, è la caratteristica di contenuto inedito che circoscrive l’unicità del podcast. Infatti, il podcast si distingue strutturalmente da altri contenuti audio (ad esempio, come la radio o gli audiolibri) dal momento che:

  1. è asincrono - ovvero fruibile in modo indipendente da un flusso preordinato di trasmissione come può essere quello della radio;
  2. è on-demand - sono gli ascoltatori che scelgono quale podcast ascoltare e quando;
  3. è offline - il file audio può essere scaricato e ascoltato nel proprio dispositivo (computer, app, cellulare);
  4. è nomadico - il podcast può essere ascoltato ovunque, anche in mobilità e facendo contemporaneamente altre cose.

 

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3. Podcast in Italia

 

La terza edizione della Digital Audio Survey di Ipsos, che monitora la diffusione, il consumo e il pubblico dei podcast in Italia, conferma il trend positivo dell’ascolto di podcast con un incremento nel 2021 del 4% rispetto al 2019 e dell’1% rispetto al 2020. 

Nel 2021, infatti, sono stati circa 9.3 milioni gli italiani che hanno ascoltato almeno un podcast al mese, con una durata media di 40 minuti di ascolto giornaliero

Indubbiamente numeri da capogiro… ma andiamo più nello specifico!

Il podcast non è amato solo dai giovani!

La ricerca mette in evidenza come il podcast sia fruito principalmente da un pubblico giovane e istruito ma nel 2021 a crescere è soprattutto il target degli adulti, laureati e professionisti:

  1. 44% giovani (erano il 52% nel 2020)

  2. 27% laureati (+5% rispetto al 2020)

  3. 16% studenti 

  4. 13% professioni elevate ovvero liberi professionisti, dirigenti e funzionari (+3% rispetto al 2020)

Le abitudini di ascolto degli utenti podcast

Lo smartphone (79%) consolida la sua centralità come dispositivo più usato per ascoltare i podcast, seguono:

  1. il computer (43%)
  2. il tablet (26%)
  3. la smart tv (21%)
  4. gli smart speaker (10%)
  5. gli smartwatch (4%) 

Anche la casa (81%) si conferma essere il luogo elettivo di ascolto dei podcast, seguita a distanza dalla macchina (29%), dall’ascolto in strada/in movimento (23%), sui mezzi di trasporto (19%) e al lavoro (12%). 

Come scoprono i podcast gli ascoltatori?

L’interesse per un argomento specifico (34%) rappresenta la principale motivazione per cui una persona decide di ascoltare un podcast e, in particolare, la generazione Z è più facilmente spinta ad ascoltare un podcast attraverso il passaparola: infatti, il 32% della generazione Z sceglie di ascoltare un podcast sotto il consiglio di amici e il 25% sotto suggerimento dell’applicazione che utilizza. 

 

4. Tipologie di podcast: il corporate podcast e il branded podcast

 

Con l’aumento degli ascoltatori, sempre più aziende stanno iniziando a sfruttare il potenziale dei podcast nell’ottica di veicolare le comunicazioni aziendali in una duplice prospettiva: come forma di comunicazione esterna, che si rivolge a clienti o potenziali tali, e come strumento di comunicazione interna, che si rivolge ai dipendenti dell’azienda.

In quest’ultimo caso abbiamo il corporate podcast (anche definito podcast interno), un prodotto disponibile unicamente all’interno dei confini aziendali che si configura come uno strumento che le aziende possono utilizzare al fine di:

  1. creare momenti unici sia di informazione che di formazione - come ad esempio, informare i dipendenti su iniziative/progetti/obiettivi posti in atto dall’azienda oppure aggiornare le competenze del personale o formare nuovi dipendenti attraverso processi di onboarding;
  2. umanizzare le comunicazioni - avvicinando i manager alla forza lavoro oppure facendo conoscere la voce e le opinioni di chi lavora all’interno dell’azienda, ovvero i dipendenti stessi;
  3. veicolare gli aggiornamenti aziendali - il podcast, non necessitando dell’attenzione visiva, cattura l'attenzione e il coinvolgimento dei lavoratori in quanto non va ad interrompere le attività lavorative bensì le accompagna.

Le organizzazioni possono quindi utilizzare tale forma di comunicazione interna per dar voce ai valori e agli obiettivi strategici aziendali in un modo innovativo, dal momento che vengono sfruttati i vantaggi della fruizione dei contenuti audio, come la mobilità e l’accesso on-demand.

 

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Sull’altro versante abbiamo il branded podcast, un formato audio on-demand ma finalizzato a veicolare un contenuto commerciale (più o meno esplicito) che riflette i valori del brand e sia interessante per il pubblico di riferimento. Prevedere quindi un branded podcast all’interno di una strategia di comunicazione può permettere ad una azienda di:

  1. attrarre potenziali clienti con l’apertura e il presidio di un nuovo canale e di un nuovo touchpoint vocale e digitale;
  2. veicolare in modo innovativo il lancio di prodotti o linee di prodotto;
  3. migliorare a 360 gradi la percezione del marchio;
  4. creare community di consumatori interessate e attive.

 In questo senso, la vera forza del branded podcast risiede nell’essere la “voce” dell’azienda, che ha la possibilità di creare un punto di incontro tra i valori della marca e il modo in cui essi possono diventare rilevanti nella vita quotidiana degli ascoltatori. 

 

5. Come si crea un podcast da zero 

 

Mettiamo le mani in pasta e analizziamo, nel concreto, le principali fasi del processo di realizzazione di un podcast.

FASE 1: PROGETTAZIONE 

La progettazione di un podcast parte dalla definizione di un valore chiaro da veicolare: infatti, se da una parte l’argomento può essere sostituito a piacere senza intaccare la qualità del podcast, dall’altra, cambiando i valori cambierà sostanzialmente il tipo di relazione che si vuole instaurare con l’ascoltatore. Pertanto in una fase preliminare è opportuno capire:

  1. Perché qualcuno dovrebbe essere interessato ad ascoltare il podcast?
  2. Che cosa voglio comunicare con questo podcast?
  3. Come vorrei che si sentissero i miei ascoltatori?
  4. Quali valori voglio trasmettere? 

Una volta definito il valore alla base del podcast bisogna individuare il format, che può essere suddiviso in:

  1. free talk - è la chiacchiera a ruota libera, senza script e senza troppi vincoli;
  2. intervista - è il formato più classico e permette una narrazione leggermente più strutturata rispetto al free talk;
  3. scripted - si intendono tutti quei podcast con un copione (reale o di fantasia) ma “scriptati” e sceneggiati dall’inizio alla fine;
  4. narrative - sono tutti quei podcast che raccontano storie, di solito vere, con largo utilizzo di inserti, musiche e suoni.

Il passaggio successivo consiste nella progettazione della parte sonora che include la scelta della voce e il sound design. Infatti, uno degli elementi più distintivi di un podcast è sicuramente la voce che, assieme alla narrazione, alla struttura, al montaggio e al design sonoro, compongono il prodotto finale.  

Il sound design, invece, è capace di aumentare il tasso di emozione e coinvolgimento degli ascoltatori e ha il ruolo di accompagnare e intensificare il potere del testo attraverso l’utilizzo di una sigla iniziale e finale, una colonna sonora, i suoni o inserti d’archivio.

 

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FASE 2: PRODUZIONE E POST-PRODUZIONE 

Una volta messe a terra le basi della progettazione si entra nel vivo della fase di realizzazione, infatti la produzione di un podcast inizia con lo sviluppo dei contenuti e prosegue con la registrazione audio degli stessi. 

Per quanto riguarda la fase di registrazione, il primo passo riguarda l’allestimento dello studio. Per registrare un buon podcast bisogna innanzitutto trovarsi in un ambiente quanto più possibile insonorizzato, ovvero il meno penetrabile possibile da parte dei suoni esterni, ma anche “asciutto”, cioè con poco o pochissimo riverbero interno. Per tale motivo, oltre agli aspetti strutturali, è necessario possedere una strumentazione tecnica di base (composta da microfono, cuffie e software), che permetta di acquisire la voce in formato digitale alla più alta qualità possibile. 

Infine una volta selezionati i software audio (DAW), attraverso cui registrare la traccia sonora, si entra nella fase di post-produzione in cui bisogna editare la traccia sia dal punto di vista del montaggio sia da quello dell’audio. Questa fase, ovvero l’editing della voce, consiste nella pulizia degli errori, delle pause troppo lunghe e dei rumori di fondo a cui segue l’applicazione di compressione ed equalizzazione atta a rendere la voce migliore all’ascolto. 

A questo punto, si procede al montaggio audio che prevede l’aggiunta di musica, una sigla, un jingle identificativo o effetti sonori. Tale passaggio ha l’obiettivo di mixare la voce con gli elementi del sound design in modo che questi ultimi possano esaltare la narrazione. Lo step finale della post-produzione audio è il mastering, ovvero il bilanciamento sonoro di tutte le tracce per ottimizzare la qualità di riproduzione stereo.

FASE 3: DISTRIBUZIONE

La distribuzione è il processo che permette al podcast di essere ascoltato ovunque, su ogni piattaforma audio e da chiunque. Per pubblicare un podcast bisogna appoggiarsi ad un hosting provider, ovvero uno spazio digitale su cui caricare il contenuto e che permetta la distribuzione del podcast a tutte le piattaforme audio, la quale avviene attraverso il feed RSS. 

Di hosting per podcast ne esistono tanti, ma i più utilizzati sono

  1. Spreaker
  2. Anchor
  3. Libsyn
  4. Blubrry
  5. Buzzsprout
  6. Podbean
  7. Megaphone 

Ogni hosting, oltre al servizio di base di gestione dei file audio e di creazione del feed RSS, offre la possibilità di monitorare e raccogliere dati sull’ascolto del podcast. Una volta individuata la piattaforma di hosting, il secondo passaggio consiste nella scelta della piattaforma audio e le più importanti in termini di pubblico sono principalmente quattro: 

  1. Spotify
  2. Apple Podcast
  3. Google Podcasts
  4. Amazon Music

In conclusione il processo di creazione di un podcast, richiede molto più lavoro di quanto possa sembrare: creare un podcast di qualità e coerente fin dal principio richiede una pianificazione e un'idea ben precisa, senza mai perdere di vista gli obiettivi e le esigenze del pubblico di riferimento

 

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Rachele Zapparoli
Autore

Rachele Zapparoli

Digital Account Junior in Digital Dictionary. Con un passato nel campo della Filosofia e un presente nell’universo digitale, sono alla ricerca di un equilibrio tra l’idealismo e il pragmatismo. Ciò che è semplice non mi si addice, cerco la bellezza e l’armonia in ogni persona, oggetto e ambiente che incontro. Quando non sono online, guardo i tramonti.

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