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Amato, odiato, osannato e criticato, in una parola: Facebook. Il social network ha raggiunto a giugno 2017 il traguardo dei due miliardi di persone connesse sulla piattaforma. Ogni giorno su Facebook vengono strette più di 750 milioni di nuove amicizie a livello globale. Una crescita continua e inarrestabile: il social network di Zuckerberg ha raggiunto il primo miliardo di utenti in 8 anni, ma ne ha inpiegati soltanto cinque per raddoppiarlo.

Sono numeri di un successo planetario nato nel non lontanissimo 2004 (quindi sì, Facebook ha ben 14 anni!) in una stanza dei dormitori di Harvard. Oggi è il social più utilizzato al mondo, nonostante l'agguerrita concorrenza degli altri attori del mondo dei social media.

Zuckerberg aveva 19 anni quando a ottobre 2003 rese disponibile online Facemash, il predecessore di Facebook, chiuso pochi giorni dopo su ordine dell’università di Harvard. L'anno successivo Zuckerberg registra il dominio thefacebook.com e iniza a codificare il sito, che verrà ufficialmente lanciato a febbraio dello stesso anno. "Thefacebook.com" era la prima e unica piattaforma di social networking riservata ai soli studenti. È Sean Parker che, come presidente, decide di cambiare il nome a semplicemente "Facebook", nell'agosto 2004

Da qui in poi la storia di Facebook è una continua escalation: utenti sempre in crescita, l'apertura a chiunque avesse più di 13 anni (inizialmente era riservato solo agli studenti), l'introduzione del celebre tasto like, il lancio di Facebook Messenger nel 2011, l'acquisizione di Instagram nel 2012 per l'incredibile cifra di 1 miliardo di dollari, il tentativo di acquisire Snapchat non adato a buon fine (e la relativa "ripicca" sfociata nella nascita delle Instagram Stories). Un'altra acquisizione andata a buon fine è quella di WhatsApp: Facebook ha comprato il sitema di messaggistica instantanea nel 2014 per 16 miliardi di dollari. Nel 2015 Facebook si lancia anche nel mondo dei social network aziendali, fondando Facebook Workplace (se vuoi saperne di più: Facebook Workplace: come cambia la nostra (e la tua) azienda), oggi utlizzato da più di 30 mila aziende al mondo (noi di Digital Dictionary inclusi!). 

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Facebook a giugno 2017 ha cambiato la propria “mission: d’ora in poi sarà “bring the world closer together” (rendere il mondo più unito). La precedente faceva riferimento al costruire un mondo aperto e connesso ("Give people the power to share and make the wrold open and connected" - "Dare alle persone il potere di condividere e rendere il mondo aperto e connesso"). Con questo cambiamento Zuckerberg ha annunciato la svolta “impegnata” del proprio social network, in linea con il manifesto sulle comunità pubblicato a inizio del 2017.

Negli ultimi 10 anni siamo rimasti concentrati sull’obiettivo di rendere il mondo più aperto e connesso. Non abbiamo terminato, ma prima pensavo che, se solo avessimo dato alle persone la possibilità di esprimersi e le avessimo aiutate a connettersi, il mondo sarebbe migliorato da sé. Per molti versi è stato davvero così. Ma la nostra società è ancora divisa. Ora credo che noi abbiamo la responsabilità di fare di più. Non basta connettere il mondo: dobbiamo fare in modo che si unisca sempre più” - Mark Zuckerberg

Ma l'impegno del social network che ha rivoluzionato il nuovo millennio non finisce qui: Facebook infatti ha deciso di dare una mano nei casi di disastri naturali condividendo dati e informazioni sulla posizione dei propri utenti durante questi eventi con le organizzazioni di soccorso. Verranno fornite, infatti, delle speciali mappe all’Unicef, alla Croce Rossa Internazionale e al Programma Alimentare Mondiale, in attesa di stringere simili accordi con altre sigle. Saranno mappe di densità territoriale, per capire dove si trovano le persone, ma anche mappe di movimento, per sottolineare fughe o spostamenti. Insomma, tutto questo è una fotografia per cogliere la situazione prima, durante e dopo il disastro.

Facebook non ha soltato rimarcato il suo impegno sociale, ma negli ultimi mesi, ha anche lavorato ad alcune novità molto interessanti. Con Spaces, per esempio, le persone possono creare un proprio avatar , scattare foto col selfie stick e fare videochiamate usando i video a 360 come sfondo. L’app è pensata per permettere agli amici che non possono incontrarsi di passare comunque del tempo insieme, sfruttando un ambiente virtuale e completamente interattivo, ribaltando la percezione che la realtà virtuale porti all’astrazione.

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Il social di Zuckerberg è sempre più deciso anche a fare concorrenza alla tv: grazie alla partnership stretta con il canale televisivo Fox Sports, il social network potrà trasmettere le partite della Champions League edizione 2017/2018 in streaming gratuito. La cattiva notizia (almeno per noi italiani) è che il progetto, al momento, è valido solo sul territorio statunitense.

“Il nostro intento – ha spiegato Zuckerberg – è fare in modo che quando le persone vogliono guardare un video o tenersi aggiornate sui propri show preferiti oppure sui relativi interpreti, pensino a Facebook come soluzione naturale”.

Non a caso, ad agosto 2017, Facebook ha annunciato il lancio di Watch: una nuova piattaforma interna al social network dedicata alla visione e alla condivisione in tempo reale di contenuti video.

Facebook Watch si presenta come una nuova sezione divisa in due tabelle. La prima è dedicata ai nuovi show, ai video più chiacchierati e a ciò che stanno guardando gli amici. La seconda è la watchlist, un elenco di tutti i contenuti giudicati interessanti dal singolo utente, dove verranno segnalate le novità in arrivo e le dirette programmate dai produttori seguiti.

L'ultimo grande cambiamento avvenuto in casa Facebook (che ha fatto tremare i social media manager di tutto il mondo) è la modifica dell'algoritmo che fa comparire le notizie sulle nostre bacheche: saranno privilegiati i post provenienti da amici e parenti, penalizzando quelli condivisi da aziende e media. Secondo Zuckerberg queste pagine contribuirebbero alla riduzione del tempo che dedichiamo a noi stessi e quello che condividiamo con le persone a noi più care.

Il numero uno di Facebook, per sottolineare la validità scientifica di questa sua scelta, citando una ricerca, ha scritto:

«Usare i social media per connetterci con le persone alle quali teniamo, può essere positivo per il nostro benessere. Possiamo sentirci più uniti e meno soli e questo risulta in correlazione sul lungo termine con il grado di felicità e di salute. Dall’altro lato, leggere passivamente o guardare video, anche se sono di intrattenimento o informativi, può non essere così positivo».

In sinergia con il suo nuovo mission statement, il nuovo obiettivo di Facebook è sarà dunque quello di rendere le persone più vicine, aiutandole ad aumentare le interazioni sociali, preservandole dal rumore costante dei contenuti che l'algoritmo precedente riteneva interessanti per l'utente. In altre parole, vedremo sulle nostre bacheche maggiormente i post dei nostri amici e meno quelli delle pagine pubbliche.

Questo cambiamento non ha suscitato critiche solo da chi queste pagine pubbliche le gestisce (e da quei brand che le hanno sfruttate per guadagnare popolarità), c'è anche chi teme di vedere sul proprio feed sempre la stessa tipologia di contenuti, potenzialmente in linea con le proprie idee, togliendo la possibilità di confronto o riflessione su idee differenti. 

Non ci sono dubbi sul fatto che in soli 14 anni Facebook sia riuscito a rivoluzionare il modo con cui ci approcciamo ai social network e, in generale, al mondo di internet. E non è certo l'unico. 

Per noi di Digital Dictionary i social network possono essere impiegati per innovare i processi di formazione aziendale. Tali strumenti non sono solo uno strumento di project management, ma anche un mezzo per diffondere cultura (come? Leggi qui: L'in-formazione continua di Digital Dictionary sui social network aziendali). Siamo convinti che la formazione in azienda possa e debba cambiare perchè è in atto un processo più ampio di trasformazione dei processi educativi che coinvolge persone e tecnologie.

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Bianca Giarola
Autore

Bianca Giarola

Nata nel mondo food e cresciuta tra cosmetica e pharma, ha lavorato come Marketing e Social Media Manager per Digital Dictionary. Ipercritica e appassionata, è da sempre a caccia delle storie più belle che il mondo possa offrire. È fiera di aver smesso con le serie tv, peccato che stia guardando più cartoni animati giapponesi di quanto sia conveniente ammettere.

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