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«Mamma dove hai messo la mia cartella clinica? Non riesco a trovarla!» «Ci credo che non riesci a trovarla tra tutti quei fogli, è su Blockchain!». Questo potrebbe sembrare un dialogo tratto da un film di fantascienza di quarta categoria, eppure potremmo davvero assistere a una scena simile da qui a breve. Come vi avevamo anticipato la scorsa settimana nell’articolo Blockchain, il libro mastro digitale di cui tutti parlano, oggi esploreremo alcuni degli ambiti in cui la tecnologia blockchain viene già utilizzata.

Diamo il via al nostro tour dal settore sanitario. Quando ci capita di fare un controllo presso una nuova struttura sanitaria, o una visita da un medico specialista che non avevamo mai incontrato prima, siamo abituati a portare con noi (fisicamente) la nostra storia clinica, fatta di referti, esami, prescrizioni e quant’altro.

Con l’utilizzo della blockchain in ambito sanitario questo sta già cambiando: il paziente può infatti caricare, su un sistema che utilizza la tecnologia blockchain, i propri documenti sanitari in modo da conservarli con sicurezza. Il vero vantaggio, oltre al fattore legato all’inalterabiità del dato garantita dal funzionamento stesso della catena-di-blocchi, è che dottori, ospedali, laboratori, farmacisti e assicurazioni, possono richiedere un permesso di accesso ai documenti sanitari del paziente per aggiornare i dati e all’interno della blockchain.

In questo modo la cartella medica è costantemente aggiornata, i dati sono protetti e accessibili in qualsiasi momento da chiunque (se il proprietario dei dati, ossia il paziente, autorizza l’accesso). Vi sembra assurdo? L’azienda britannica Medicalchain, per esempio, sta proprio lavorando in questa direzione.

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Il colosso francese della grande distribuzione Carrefour ha invece annunciato il lancio di una blockchain alimentare, la prima in Europa. In cosa consiste? Grazie all’utilizzo della catena-di-blocchi Carrefour sarà in grado di offrire ai suoi clienti finali tutte le informazioni relative alla tracciabilità dei prodotti vegetali o animali che acquistano (in particolare pollame, uova, latticini, carne rossa, salmone, arance e pomodori).

Come? Ogni prodotto avrà un’etichetta con un QR Code che i consumatori potranno scansionare utilizzando i loro smartphone. Ciò fornirà loro informazioni sul prodotto e sul suo percorso lungo la filiera - da dove è stato allevato/coltivato fino a quando è stato posizionato sugli scaffali: i consumatori, per esempio, saranno in grado di scoprire dove e come ogni animale è stato allevato, il nome dell'agricoltore, quale mangime è stato usato, quali trattamenti sono stati impiegati, eventuali etichette di qualità, dove sono stati macellati, ecc.

Ciò sarà reso possibile dal fatto che tutti gli attori all’interno della filiera inseriranno le informazioni necessarie all’interno della blockchain appositamente creata, rendendole così univocamente attribuibili a un prodotto piuttosto che a un altro: un sistema di tracciabilità trasparente e a prova di manomissione.

Ma la blockchain potrebbe essere un utile strumento anche per un altro mondo alla ricerca della trasparenza: quello dell’editoria musicale. Perché, altrimenti, Spotify avrebbe acquisito lo scorso anno la startup Mediachain? Fondata nel 2016 a New York, Mediachain punta a utilizzare la tecnologia blockchain per legare in modo inscindibile un autore con la sua opera. Il risultato è una potenziale semplificazione del mondo del copyright utilizzando la blockchain per tenere traccia del fatto che un autore, persona alla quale sono legate una o più opere, venga retribuito con le royalties che gli spettano di diritto.

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Tutto qui? Decisamente no. La tecnologia blockchain potrebbe essere utilizzata anche nel mondo della beneficenza per tracciare in modo trasparente le donazioni, oppure nel mondo automotive per tracciare la storia dei veicoli dalla produzione alla vendita, o ancora nel mondo dell’educazione per digitalizzare e verificare le credenziali accademiche.

Quello legato alla Blockchain è sicuramente uno dei trend digitali più importanti del momento. Tu riesci a rimanere al passo con un mondo digitale in continua evoluzione? Se la risposta è no, ci pensiamo noi! Clicca qui sotto per vedere con i tuoi occhi (e gratis!) come il nostro team può portare i Trend Digitali 2018 nella tua azienda!

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Chiara Bua
Autore

Chiara Bua

Esponente di spicco del binge-watching da molto tempo prima dell'arrivo di Netflix, non si tira mai indietro quando c'è da scoprire un nuovo ristorante giapponese o una succulenta hamburgheria. È nota al grande pubblico per essere tra le poche persone al mondo ad andare ogni giorno oltre la prima pagina di risultati di Google senza subire danni permanenti al cervello.

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