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«La Blockchain salverà il mondo, curerà le malattie e sarà assolutamente fantastica!». Così Karim Lakhani, docente dell’Harvard Business School, ha aperto un suo intervento su uno degli argomenti più caldi del 2017 (che nell’articolo DD Awards, gli Oscar del Digitale secondo Digital Dictionary abbiamo indicato come la vera rivelazione del 2017): la Blockchain, croce e delizia di chiunque oggi sia anche solo vagamente interessato al mondo delle transazioni, di qualsiasi tipo esse siano.

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Ma cos’è esattamente una blockchain (letteralmente “catena di blocchi”)? Per rispondere a questa domanda in modo semplice basterebbe dire che si tratta di un libro mastro. Come i registri tradizionali, che esistono dall’alba dei tempi, la blockchain tiene traccia delle transazioni effettuate e dei dati relativi alle parti coinvolte nella transazione.

Fin qui tutto semplice. Le cose si complicano un po’ quando si aggiunge il seguente dettaglio: la blockchain è un libro mastro distribuito e in quanto tale tutti coloro che vi hanno accesso sono in grado di visionare tutte le transazioni in esso registrate. Ma c’è di più: la natura distribuita della catena-di-blocchi risiede soprattutto nel fatto che, affinché una transazione venga validata, è necessario che il 51% dei nodi appartenenti alla rete diano il loro via libera attestando che la transazione stia davvero avendo luogo tra le parti interessate.

È a questo punto che quando si parla di blockchain chi ascolta si sente un po’ smarrito. Cosa si intende per rete? Cosa sono i nodi? Cosa vuol dire dare il via libera? Procediamo con ordine: la blockchain è una tecnologia digitale, e come tale la sua ragione d’essere risiede in Internet (la rete) e negli utenti (i nodi) che la popolano. È proprio su questo aspetto che fa leva la blockchain, così come accade per l’estrazione dei bitcoin (argomento di cui abbiamo già parlato nell’articolo Monete digitali: il Bitcoin e i suoi segreti).

 

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Quando, infatti, una transazione viene registrata sulla rete tra due parti, gli altri nodi della rete competono per risolvere una prova matematica che “blocca”, ossia inserisce, tale transazione anche nel registro di tutti gli altri. Quindi, se si volesse tornare indietro e hackerare il registro blockchain, si dovrebbe annullare ogni altra transazione precedente. E proprio il fatto che ogni blocco della catena - un blocco è una transazione - è incatenato a tutti i blocchi precedenti, è ciò che rende questa tecnologia davvero dirompente e, potenzialmente, inalterabile e dunque estremamente affidabile.

Del resto la blockchain è proprio nata nel 2009 come tecnologia alla base del Bitcoin e non c’è quindi da stupirsi se le logiche che la governano sono del tutto simili a quelle dietro l’estrazione e alla circolazione della cryptovaluta. Da allora, però, di strada ne ha fatta davvero tanta e gli ambiti in cui oggi viene utilizzata, o potrebbe esserlo, sono molteplici. Ma di questo parleremo in maniera più specifica e approfondita in uno dei nostri prossimi articoli. Stay tuned!

Quello legato alla Blockchain è sicuramente uno dei trend digitali più importanti del momento. Tu riesci a rimanere al passo con un mondo digitale in continua evoluzione? Se la risposta è no, ci pensiamo noi! Clicca qui sotto per vedere con i tuoi occhi (e gratis!) come il nostro team può portare i Trend Digitali 2018 nella tua azienda!

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Chiara Bua
Autore

Chiara Bua

Esponente di spicco del binge-watching da molto tempo prima dell'arrivo di Netflix, non si tira mai indietro quando c'è da scoprire un nuovo ristorante giapponese o una succulenta hamburgheria. È nota al grande pubblico per essere tra le poche persone al mondo ad andare ogni giorno oltre la prima pagina di risultati di Google senza subire danni permanenti al cervello.

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