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Apprendimento misto: un trend che negli ultimi anni è sulla bocca di tutti, complice la forte digitalizzazione che ha investito anche – e non solo – il settore della formazione.


Ma quand’è che si parla di Blended Learning? E quando, invece, bisognerebbe parlare più specificatamente di Flipped Classroom? Esistono delle differenze tra i due? E se sì, quali sono? Queste e altre le domande che oggi difficilmente trovano risposta univoca in un mercato sempre più orientato ad abusare di termini che hanno il sapore di nuovo e per i quali, però, urge fare chiarezza.

 

La Flipped Classroom è forse un approccio al Blended Learning?

 

Lo abbiamo già detto, ma lo ripetiamo: con le nuove opportunità offerte dal digitale e l’avanzare di forme di apprendimento ibrido, la formazione cambia forma e la classe si trasforma. Non a caso, oggi si sente molto parlare di Blended Learning: una metodologia formativa innovativa che ha rivoluzionato il modo di concepire la didattica. Ne abbiamo parlato nel nostro articolo “Blended Learning: cos’è e come può rivoluzionare la formazione aziendale”!

Ma non è tutto! Nell’ambito del Blended Learning fa il suo ingresso la Flipped Classroom, quale luogo di confronto, di sperimentazione e di applicazione di nozioni teoriche apprese in autonomia. Ti interessa approfondire questo tema? Leggi il nostro articolo “La Flipped Classroom: che cos’è”.

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Qual è quindi il rapporto tra le due?

 

Più che di differenze tra Blended Learning e Flipped Classroom, sarebbe opportuno vedere nella prima una cornice di riferimento all’interno della quale campeggia la seconda come nuova opportunità per ripensare l’istruzione sperimentando nuove pratiche. In questo senso, la risposta è affermativa: la Flipped Classroom è un approccio al Blended Learning.

In altre parole? L’apprendimento misto del Blended learning trova una sua declinazione nel contesto d’aula capovolto in cui, grazie all’adozione della tecnologia e all’integrazione di nuovi dispositivi digitali, i discenti manifestano maggiore autonomia e consapevolezza nel processo di apprendimento. Infatti, a differenza dell’aula tradizionale, è proprio grazie all’affiancamento di soluzioni diverse che i discenti non si limitano ad ascoltare, ma sono chiamati a mettere in pratica quanto appreso dando prova di un livello di impegno, e di conseguenza, di coinvolgimento sicuramente maggiori.

La tecnologia non è da intendersi come l’obiettivo finale, ma il mezzo per raggiungere il fine.

 

Così, l’aula cambia veste e si parla di Flipped Classroom che realizza dinamiche di Blended Learning in quanto si inserisce in quell’integrazione, tanto chiacchierata, di momenti di apprendimento diversi tra loro dando vita a un'esperienza formativa altamente sfidante. E non è un caso che, complice anche il contesto contemporaneo, la prossima sfida, sarà proprio quella formativa!

 

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