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Alzi la mano chi non ha mai utilizzato Google per fare una rapidissima ricerca online! Considerando che ogni 60 secondi su Google vengono avviate almeno 3.8 miliardi di ricerche, oggi quasi sicuramente nessuno alzerebbe la mano davanti a questa domanda. Del resto l’accesso a Internet, e alla miriade di contenuti disponibili sulla rete, ha reso estremamente più semplice l’accesso alla conoscenza: basta una semplice connessione dati per poter accedere a quella che senza dubbio può essere considerata la biblioteca, gratuita, più ricca che il genere umano abbia mai avuto a disposizione.

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La digital literacy e l’informazione online

Per informarsi attraverso l’uso di strumenti digitali, però, non basta avere accesso alle informazioni, bisogna essere in grado di individuare quelle rilevanti, di valutarle e di saperle mettere nella giusta prospettiva combinando tra loro fonti e materiali differenti. In altre parole vuol dire sviluppare un’appropriata “digital literacy”, o alfabetizzazione digitale.

La digital literacy è la capacità di utilizzare Internet e le tecnologie dell’informazione per accedere, gestire, integrare e valutare le informazioni a partire da una vasta gamma di fonti accessibili tramite svariati dispositivi tecnologici

 

Come già evidenziato all’interno dell’articolo La ricerca delle informazioni online: questione di competenze digitali, o di Digital Literacy, lo sviluppo di una digital soft skill digital literacy implica tanto la conoscenza di alcune dinamiche tipiche del web - come l’utilizzo dei motori di ricerca e dei link - quanto l’impiego di una componente cognitiva che prescinde dal fatto che si stia utilizzando un canale online per soddisfare il proprio bisogno informativo, ma che allo stesso tempo non può non tenere conto del fatto che l’abbondanza delle informazioni presenti online renda più complesso il processo cognitivo stesso. Ecco perché una persona che padroneggia una competenza come la digital literacy dovrebbe:

 

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I feed RSS: oltre le keyword

Come tutti noi ben sappiamo il primo e più immediato metodo per trovare delle informazioni online è quello di usare delle keyword per effettuare una ricerca più o meno approfondita. Ma le keyword non sono l’unico metodo per trovare informazioni online. Proviamo a immaginare uno scenario in cui non sia l’utente a dover agire per trovare delle informazioni o dei contenuti, ma in cui siano le informazioni a presentarsi a lui.

È in questo contesto che entrano in gioco gli ambienti online noti come “aggregatori di notizie” che basano il loro funzionamento sui feed RSS. Di cosa si tratta? L’RSS (acronimo di Rich Site Summary) è un formato per la distribuzione dei contenuti sul web che permette agli utenti di accedere a contenuti sempre aggiornati in un formato standardizzato. Ciò vuol dire che se un sito web, come un giornale online o un blog, utilizza questo tipo di formato, allora i contenuti pubblicati sul sito possono essere raccolti automaticamente all’interno degli aggregatori di notizie creando così un flusso di contenuti continuo e aggiornato in tempo reale.

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Qual è il vantaggio in tutto ciò? Utilizzando un aggregatore di notizie - come RSSOwl, Feedreader, Reeder e Feedspot - un utente può selezionare le fonti che ritiene più interessanti e utili per il proprio fabbisogno informativo (a patto che queste utilizzino il formato RSS) e accedere ai contenuti da queste pubblicati all’interno di un unico ambiente, senza dover quindi accedere ad ogni singolo sito web. In questo caso, a differenza di quanto accade con la ricerca per keyword, l’utente deve già conoscere le fonti per lui più rilevanti per poterle aggiungere al proprio “feed”, o flusso.

Tra i vari strumenti di questo tipo a disposizione degli utenti, uno dei più validi è sicuramente Feedly: si tratta di un aggregatore di notizie che, tra le altre cose, permette di organizzare le fonti selezionate dall’utente in categorie, in modo da suddividere, per esempio, per argomenti i vari contenuti provenienti dai feed RSS. 

 

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In un mondo in cui, come abbiamo già sottolineato in più di un’occasione, il fenomeno dell’information overload è un rischio estremamente concreto, utilizzare questo tipo di soluzione permette di fare ordine tra la moltitudine di contenuti disponibili online e rimanere al contempo costantemente aggiornati.

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Chiara Bua
Autore

Chiara Bua

Esponente di spicco del binge-watching da molto tempo prima dell'arrivo di Netflix, non si tira mai indietro quando c'è da scoprire un nuovo ristorante giapponese o una succulenta hamburgheria. È nota al grande pubblico per essere tra le poche persone al mondo ad andare ogni giorno oltre la prima pagina di risultati di Google senza subire danni permanenti al cervello.

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