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Articolo aggiornato il 2 Luglio 2020

5' di lettura

Paul Arden - leggenda del mondo pubblicitario britannico e direttore esecutivo creativo alla Saatchi & Saatchi - diceva:

Se volete essere interessanti, siate interessanti.

È difficile riuscire ad esserlo quando si è consapevoli del fatto che la maggior parte delle persone ricorda solo il 10% delle informazioni apprese. Un 10% costantemente minacciato dall'information overload e dalla notevole quantità di dati generati e scambiati nel tempo. Un problema di attenzione o un problema di apprendimento? Come fanno le persone a imparare, a comprenderne i meccanismi, a ricordare e a memorizzare quanto gli viene proposto?

Neuroscienziati, psicologi, sociologi e comunicatori hanno, da sempre, cercato di indagare ciò che rende gli esseri umani capaci di apprendere. Le prime teorie del comportamento (da Pavlov a Skinner e Thorndike) definivano l'apprendimento come il processo mediante il quale si origina o si modifica un’attività reagendo a una situazione incontrata o stimolo.  In seguito, i cognitivisti, considerando tale affermazione non sufficiente a spiegare le capacità dell'essere umano, hanno definito l'apprendimento come un processo cognitivo che si svolge all'interno di un contesto socialepuò avvenire attraverso l’osservazione o l’istruzione diretta. Da qui il termine social learning. (Scopri Tentacle Learning Platform: la nuova piattaforma per il social learning in impresa!)

Perché parlare, quindi, di Social Learning? Di che cosa si tratta esattamente e perché è importante applicarlo in contesti formativi

 

Albert Bandura e la teoria del social learning

La teoria del social learning sta per compiere i suoi sessant'anni di vita. Nel 1960, epoca in cui il comportamentismo regnava sovrano e l’apprendimento era concepito come uno scambio di informazioni tra un esperto e il suo allievo, lo psicologo Albert Bandurapsicologo di origini canadesi e professore presso l’Università di Stanford -  definì un'importante teoria, conosciuta come teoria dell'apprendimento sociale o teoria dell'apprendimento per imitazione. Secondo Bandura, l'apprendimento non implica esclusivamente il contatto diretto con determinati oggetti o interlocutori, ma può avvenire anche grazie a esperienze indirette, sviluppate con l'osservazione di altre persone o modelli.  Infatti l'essere umano, per sua natura, tende a imitare i modelli sociali e attraverso l’osservazione e l’imitazione degli altri acquisisce i comportamenti.

Secondo questa teoria, quindi, l’apprendimento è un processo di condivisione che si basa sull’interazione tra i membri del gruppo. Bandura, per esempio, arrivò a queste conclusioni attraverso esperimenti in cui si poteva osservare come i bambini, osservando il comportamento degli adulti del medesimo contesto, ne imitassero gesti e saperi nel loro gioco (per approfondire si veda l'articolo di State of Mind, giornale di scienze psicologiche). Da qui deriva la definizione di “social learning" ovvero, letteralmente, apprendimento sociale. Queste elaborazioni teoriche hanno poi consentito la messa a punto di metodi pratici, utili a migliorare le forme di apprendimento esistenti. 

 

L'importanza dell'apprendimento come processo sociale

Possiamo individuare due principali motivi per cui il social learning si rivela così importante in rapporto all'apprendimento.

1. L'apprendimento sociale è più vantaggioso di quello individuale

È importante distinguere l'apprendimento individuale da quello socialeIl primo si riferisce alla capacità di acquisire nuove informazioni a seguito di un’esperienza personale diretta con l’ambiente, procedendo per tentativi ed errori. Questo tipo di approccio è generalmente più lungo e dispendioso in termini di tempo, risorse ed energie cognitive. Inoltre, imparando dalle proprie azioni il soggetto è più esposto agli errori e può correggersi solo a risultato raggiunto. Nell'apprendimento sociale, invece, grazie all’interazione con i propri simili e all'osservazione diretta dei comportamenti, la persona impara più velocemente impiegando minori sforzi ed energie.

 

Un gruppo di amici lavora insieme allo stesso computer con entusiasmo

 

2. L'interazione sociale favorisce l'apprendimento informale

I Social Network Sites, o più semplicemente social network, hanno assunto importanza nella nostra vita quotidiana da quando un tale di nome Mark Zuckerberg ha avuto l'intuizione di mantenere connesse le persone attraverso una piattaforma digitale. Bring people closer together - ha affermato il giorno in cui Facebook è nato (per un approfondimento si rimanda all'articolo Facebook: tra storia e futuro). E sebbene i social network come Facebook siano nati principalmente per permettere alle persone di connettersi e socializzare, non dobbiamo stupirci se, oggi, questi ambienti passano dall'essere uno strumento ricreativo all'essere uno strumento impiegato anche per scopi professionali. Alla base c’è l’idea secondo cui la partecipazione a reti sociali, l’interazione all’interno dei gruppi, lo scambio online di risorse e informazioni, possano favorire forme di apprendimento informale, generate dal fatto stesso di vivere o essere in rete. Non stupisce allora l'affermazione di Siemens: apprendere significa rimanere connessi. D'altra parte, cosa fanno i social network, se non mettere le persone in relazione?

 

Social Learning e formazione aziendale

Sempre di più le organizzazioni si basano sulla teoria dell'apprendimento sociale per la formazione dei propri dipendenti. Adottando questo approccio, infatti, le imprese hanno la possibilità di favorire una formazione collaborativa e integrata nel flusso di lavoro quotidiano. Inoltre, le applicazioni del social learning all'interno delle organizzazioni possono essere differenti in relazione agli obiettivi prefissati dall'impresa stessa e ai risultati desiderati.

I social network, per esempio, possono essere visti come luoghi adatti per la formazione meno formale rispetto ad un contesto d'aula tradizionale e come strumenti utili a migliorare i processi di apprendimento individuale. Inoltre, per rivedere le logiche classiche dell’apprendimento stesso e della formazione, mettendo da parte approcci e paradigmi tradizionali, è davvero importante affiancare all'interazione fisica - fra colleghi sul luogo di lavoro - il supporto di strumenti digitali di social learning. Questo è il caso, ad esempio, dei Learning Management System (LMS), ovvero piattaforme che grazie al social learning permettono di far emergere e di rinforzare conoscenze e competenze all'interno dell'azienda (per scoprire la piattaforma LMS di Digital Dictionary, leggi l'articolo Tentacle Learning Platform: una nuova esperienza di apprendimento")

Oltre alle piattaforme LMS vi sono anche altre possibilità per rendere l'apprendimento aziendale più “social": un esempio sono le logiche di gamification, che permettono di trasformare un determinato sapere da contenuto da fruire a motivo di gioco e competizione, spesso all'interno delle stesse piattaforme LMS. Ancora, l'apprendimento diventa sociale durante le esperienze di Active Learning, dove il confronto diretto si unisce alla possibilità di sperimentare in modo pratico le competenze acquisite facendole emergere in modo esplicito, interattivo e immersivo. Con i giusti strumenti, la formazione aziendale può allora diventare un'occasione per condividere saperi ed esperienze nell'ottica di un apprendimento sociale, relazionale e digitale.

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Paola Amendola
Autore

Paola Amendola

Fan del service design thinking e delle neuroscienze, interessata a comprendere il rapporto che si instaura tra le strategie di comunicazione e i processi cognitivi e decisionali che spingono le persone a compiere azioni. Mi faccio guidare dalla curiosità e come Marquez credo che l’ispirazione non dia preavvisi. Adoro Paul Arden.

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