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L’evoluzione tecnologica accelera il cambiamento, da sempre. Il cambiamento è un fattore strategico per la competizione, ma solo nel momento in cui le aziende sanno sfruttarlo a proprio vantaggio e non ne vengono travolte. La trasformazione digitale (per un approfondimento si rimanda all'articolo "Digital Transformation e cultura digitale: siamo pronti a cavalcare l'onda?") a cui stiamo assistendo genera una quantità quasi ingestibile di informazioni, che a loro volta ridefiniscono i processi, riassettano gli equilibri e introducono nuove competenze e nuove figure nel panorama lavorativo. Per evitare che questa evoluzione rimanga un puro “affare tecnologico” bisogna non solo rinnovare professionalità, cultura aziendale e modo di lavorare ma anche innovare il processo di formazione aziendale (per saperne di più ti invitiamo a leggere anche "Basta corsi di 8 ore: meglio la formazione aziendale breve e continua") . Come? Attraverso i princìpi cardine della didattica innovativa. Eccone dieci!

 

I dieci princìpi della formazione aziendale innovativa 

Trend e tecnologie sono in veloce evoluzione, ma il vero motore della trasformazione sono le persone. Come formarle al meglio, per affrontare le sfide tecnologiche e ampliare le loro competenze? I princìpi a cui ispirarsi, secondo Davidson e Goldberg (2009) sono dieci: 

  1. Auto-apprendimento online

L’auto-apprendimento permette alle persone di scoprire in modo autonomo tutte le possibilità che la rete riserva. L’apprendimento online permette di navigare, approfondire, seguire link che portano verso altri materiali e verso altri pensieri, generando un forte empowerment personale. 

  2. Strutture orizzontali

In passato l’apprendimento è sempre stato organizzato in modo verticale: istituzioni come scuole e università fornivano le informazioni dall’alto verso il basso, dall’autorità all’utente in modo autorevole ma standardizzato e individuale. Oggi internet mette a disposizione di tutti miliardi di informazioni in via orizzontale: la loro diffusione e ubiquità ha favorito l’aggregazione in team e il lavoro di squadra, cambiando forma anche all’organizzazione aziendale.  

  3. Dall’autorevolezza alla credibilità

La proliferazione di informazioni e il loro percorso “orizzontale” ha generato una nuova necessità: riconoscere la credibilità delle fonti. Sempre più spesso la strategia di apprendimento, infatti, non riguarda l'imparare “qualcosa”, ma l’imparare “come”, come discernere le informazioni affidabili. La formazione e l'apprendimento delle conoscenze oggi pongono sfide incentrate sulla fiducia, a causa dell’ambiente diffuso e decentrato che hanno creato. 

  4. Istruzione decentrata 

Prendiamo ad esempio Wikipedia: un’enciclopedia collaborativa consultabile da chiunque abbia una connessione internet. Un enorme atlante del sapere, costruito da persone disposte a contribuire e correggere a titolo gratuito. Eppure, se qualcuno di voi è un millennials si ricorderà di come alcuni professori ne proibissero l’uso fino a pochi anni fa, giudicandola una fonte non autorevole. Tuttavia, adottare una forma d’istruzione collettiva, induttiva e aperta potenzialmente a chiunque permette di decentrare il nucleo delle informazioni e aprirsi ai benefici delle verifiche collettive e delle valutazioni di gruppo. 

  5. Apprendimento collaborativo  

La rete ha modificato le regole dell’apprendimento: dalla ricerca individuale, che sottolinea concorrenza e gerarchia, all’apprendimento collaborativo, che garantisce cooperazione per raggiungere il risultato e una produttività più accentuata. “Il potere di dieci che lavorano collaborativamente supererà quasi sempre il potere di chi cerca di sconfiggere gli altri nove” [Davidson e Goldberg, 2009].

  6. Educazione “open source”

L’apprendimento in rete si basa sulla cultura “open source”: una fonte d’informazione gratuita e disponibile per tutti, che va oltre l’apprendimento individualista caratterizzato da una struttura gerarchica, da fonti private e protette da copyright. L’apprendimento in rete è peer-to-peer e sempre più orientato al many-to-molditudes: dove le risorse non sono ben distribuite, un gruppo che ne ha accesso si fa carico dei costi dell’infrastruttura per renderle disponibili a chi non può sostenere la connessione, ma può contribuire con la propria conoscenza rendendo lo scambio ricco e socialmente utile.  

  7. Connettività ed interattività

Connettività ed interattività sono le caratteristiche principali della rete, permettono ai fruitori di supportarsi e sostenersi, suscitando il contributo collettivo alla risoluzione di un problema. Una rete unita, sincronizzata, trasparente e interattiva permette di massimizzare le conoscenze e i risultati.

  8. Apprendimento continuo

I cambiamenti costanti che avvengono nel mondo ci ricordano che anche noi, per non rimanerne sommersi e anzi per saperli sfruttare, dobbiamo costantemente cambiare e imparare. La rete, per sua natura, garantisce un apprendimento open source, orizzontale e distribuito in modo continuo.

  9. Istituzioni didattiche come “reti mobili” 

La rete e il suo apprendimento collaborativo altera anche la percezione delle “istituzioni”: da un’insieme di norme e regolamenti per definire le attività a reti mobili che sottintendono flessibilità, interattività e risultati di squadra.  Le istituzioni trasformano le loro caratteristiche: da affidabilità e predittività a flessibilità ed innovazione.

  10. Scalabilità e simulazioni

Le nuove tecnologie consentono a chi si trova a una distanza fisica qualsiasi di imparare comunque insieme, in modo collaborativo e gli uni dagli altri. La potenza della rete si dispiega anche nella possibilità di conoscere determinati processi o sistemi attraverso simulazioni virtuali, senza doverli osservare o ricreare nella vita reale. Scalabilità e simulazioni sono il tassello decisivo per un apprendimento efficace, libero da vincoli dettati dallo spazio e dalla realtà in cui siamo immersi. 

 

Certo, le persone vivono ancora in luoghi. Tuttavia la rete ha destrutturato questo spazio, massimizzando la quantità di informazioni per renderle disponibili in una nuova struttura, online. L’apertura di questo iperspazio, vasto e veloce come il pensiero, genera problemi connessi al reperimento e all’affidabilità delle informazioni anche per quanto riguarda la tematica della formazione aziendale.

Il cambiamento è in atto: bisogna sapere come affrontarlo. Sei vuoi approfondire la trasformazione dei processi di apprendimento in azienda, clicca l’immagine qui sotto e ottieni la nostra guida! 

 

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Francesca Fantini
Autore

Francesca Fantini

Nata da un felice connubio tra Italia del nord e del sud, possiede il gene prepotente della curiosità. Copywriter di professione, nazi-grammar per vocazione, vegetariana per scelta, nel tempo libero fa esperimenti ai fornelli e acquista più libri di quanti potrà mai leggerne.

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