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Si può rendere tangibile, l’intangibile? Durante il secolo scorso, questa domanda ha animato per decenni il dibattito degli studiosi nei laboratori di psicologia applicata di tutto il mondo: è possibile assumere con rigore scientifico che una persona possiede o meno una determinata competenza? Si può, inoltre, calcolare il grado di espressione nel contesto professionale?

La risposta oggi è sì, ma ci arriviamo per gradi

Per comprendere come misurare un fenomeno, è importante partire da una sua definizione. Il concetto di competenza, però, non presenta un’unica e condivisa definizione. È proprio per questa sua polisemia e ambiguità che il termine è stato ampiamente discusso. Spencer e Spencer nel 1993 hanno definito la competenza come:

 

Una caratteristica intrinseca individuale, causalmente collegata a una performance efficace e misurata in base a un criterio prestabilito.

 


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Di conseguenza, l’applicazione di una competenza nel contesto professionale dipende dalla motivazione, dai tratti di personalità, dall’immagine di sé (atteggiamenti, valori e concetto di sé), dalla conoscenza di specifici argomenti e dalle capacità di eseguire un compito. Con questa definizione, gli autori considerano la competenza come parte integrante e duratura della personalità di un individuo, che predice direttamente il comportamento e i risultati ottenuti. 

Un approccio più recente allo studio delle competenze si basa sull’evoluzione della prospettiva individuale, per abbracciare una prospettiva organizzativa: la competenza viene intesa come qualità che l’impresa costruisce e fa evolvere nel tempo. Secondo questo filone di studi,  le imprese di successo sono quelle che possiedono vantaggi tangibili e intangibili, ovvero competenze tecnologiche e manageriali, e promuovono attivamente l’importanza dell’apprendimento continuo per rispondere ai cambiamenti.

Secondo questo approccio, le competenze costituiscono il sapere dell’organizzazione: si sviluppano nel corso del tempo, sono legate alle tecnologie digitali utilizzate in impresa, alle routine di lavoro e ai processi di apprendimento organizzativo. Le competenze distintive permettono di accrescere il valore dell’organizzazione, partecipando alla realizzazione della strategia aziendale. 

Conoscere lo stato dell’arte circa le competenze possedute in azienda, permette all’impresa di comprendere se sia pronta ad affrontare la crescente competitività dei mercati e a rispondere in maniera efficace alle mutate esigenze del contesto.

 

competenze digitali formazione

 

 

Secondo il World Economic Forum, entro il 2022, il 42% delle professioni richiederà l’apprendimento di nuove skill, sia tecnologiche che trasversali.

 

Per affrontare i nuovi paradigmi indotti dalla quarta rivoluzione industriale e dall’era tecnologica, i collaboratori hanno la necessità di aggiornare con costanza le competenze. La formazione si adatta a questi nuovi paradigmi ed evolve: i percorsi formativi diventano personalizzati sulle esigenze dei singoli professionisti.

Le competenze digitali (sia soft che hard) sono un requisito necessario per riuscire a trovare la propria dimensione in qualsiasi settore. Prima di avviare un percorso di formazione sullo sviluppo di competenze digitali, è importante però capire la propensione alla digitalizzazione presente tra i collaboratori (o digital maturity) in impresa.

La mancanza di dati sul livello di maturità digitale dei collaboratori potrebbe rendere inefficace ogni processo di cambiamento perché troppo ambizioso o troppo modesto. Inoltre, dopo aver erogato un percorso di formazione sullo sviluppo delle competenze digitali, può essere utile valutare l’efficacia del piano formativo appena concluso: ossia, confrontando le misurazioni ex-ante ed ex-post al percorso formativo, per comprendere quale sia il livello di apprendimento raggiunto in merito alla consapevolezza delle digital soft skill e alla conoscenza dei digital trend.

Per rispondere a queste due esigenze, abbiamo prodotto il Digital Maturity Score (DMS), uno strumento di misurazione innovativo in grado di restituire il livello di maturità digitale dei collaboratori e un profilo sintetico della loro confidenza con i principali temi legati alla digital transformation.

 

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Il DMS analizza il livello di maturità digitale posseduto dalle persone dall’impresa e fornisce suggerimenti utili al management e a ciascun dipendente per intraprendere un percorso efficace di formazione legato alla trasformazione digitale. 

 

Il Digital Maturity Score è stato validato su una vasta popolazione aziendale (i principali settori coinvolti sono stati: healthcare, grande distribuzione e automazione dei processi industriali) ed è stato standardizzato attraverso un’indagine statistica svolta dal centro di ricerca Engage Minds HUB dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano: la ricerca ha permesso di definire indicatori coerenti con i comportamenti e le conoscenze da valutare attraverso il Digital Maturity Score.   

Il nostro assessment viene erogato attraverso la piattaforma di Learning Management System di Digital Dictionary, Tentacle Learning Platform. I collaboratori rispondono a una serie di domande a risposta multipla per indagare i trend, e a una serie di stimoli per quantificare la propensione ad attuare comportamenti efficaci per affrontare le sfide della trasformazione digitale (Digital Soft Skill).

Il risultato che viene restituito immediatamente all’utente è un profilo di sintesi che esprime il grado di expertise e di prontezza ad abbracciare i cambiamenti indotti dalla digitalizzazione (da Digital Novice a Digital Savvy).

Il Digital Maturity Score funge da bussola che orienta le azioni di sviluppo delle competenze e conoscenze digitali possedute in impresa: un esempio di mappatura del livello di expertise sui Digital Trend proviene dal caso studio della Take Me In Academy, il progetto realizzato insieme alla prestigiosa azienda farmaceutica Takeda Italia. Compilando il Digital Maturity Score, circa 100 partecipanti nelle due edizioni del progetto, sono stati chiamati ad autovalutare il livello di conoscenza rispetto ai principali trend della Digital Transformation.

 

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In entrambe le misurazioni, il livello raggiunto è stato quello di Digital Advanced, che corrisponde a un buon livello di conoscenza delle caratteristiche delle tecnologie digitali in riferimento a diverse aree di innovazione (dalla digital economy alla digital communication, passando per l'intelligenza artificiale, il cloud, l'internet of things, i big data e il mondo tech e mobile), così come queste vengono applicate.

Questa misurazione ha permesso di evidenziare i gap di conoscenza, su cui sono stati orientati i successivi momenti formativi.

Il Digital Maturity Score non solo permette di identificare il livello di maturità digitale dei collaboratori in impresa, ma anche di valutare l’impatto del percorso formativo appena concluso: per esempio, un altro progetto di upskilling delle competenze digitali composto da più di 60 partecipanti, in due diverse edizioni, ha previsto l’erogazione dell’assessment digitale sia all’inizio che alla fine del percorso formativo, per evidenziare le competenze da allenare e valutare l’apprendimento raggiunto.

I risultati mostrano l’incremento del livello di maturità digitale dei partecipanti a conclusione del programma: dal profilo Digital Advanced raggiunto nella misurazione ex-ante, nella misurazione ex-post il profilo restituito dal Digital Maturity Score è stato quello del Digital Pro, evidenziando un elevato livello di consapevolezza dei comportamenti più adeguati da mettere in pratica in contesti caratterizzati da digitalizzazione diffusa. 

In conclusione, i casi studio appena descritti dimostrano come la misurazione del livello di conoscenza e di consapevolezza delle competenze digitali possedute in impresa sia imprescindibile per avviare processi personalizzati di reskilling, upskilling e cross-skilling dei propri collaboratori. Inoltre, la mappatura del grado di espressione delle singole Digital Soft Skill e della conoscenza dei Digital Trend, rappresentano il primo passo per gettare le basi di un programma di trasformazione digitale da parte delle imprese e fornisce alle persone spunti utili per impostare un proprio percorso di crescita e formazione in tal senso.

 



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Elisabetta Rafaele
Autore

Elisabetta Rafaele

Digital Innovation Leader in Digital Dictionary. A 5 anni mi hanno regalato un Windows 98, non sapevo leggere e nessuno mi ha mai spiegato come usarlo. Ho premuto start e da quel momento ho provato meraviglia nei confronti del digitale! Psicologa per passione e professione, mi affascina scoprire come utilizzare gli sviluppi tecnologici per migliorare il benessere e la crescita personale. La frase che mi ha cambiato la vita? "You can do anything you set your mind to" diceva Eminem: basta un pizzico di creatività, motivazione e fiducia in sé stessi per raggiungere ambiziosi traguardi.

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